Roma, 4 febbraio 2026

Nel dibattito su BIM e digitalizzazione delle opere pubbliche, la libera concorrenza non è un tema astratto, ma un elemento che incide direttamente sulla qualità delle scelte tecniche e sull’efficacia dei processi. A richiamare l’attenzione su questo aspetto è l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), l’Autorità indipendente che vigila sul corretto funzionamento dei mercati.

Nel parere AS2141 del 02 febbraio 2026, relativo a una gara della Regione Campania per una piattaforma openBIM, l’AGCM ha evidenziato come il riferimento a software specifici o a certificazioni professionali determinate possa alterare il confronto competitivo, limitando l’accesso al mercato di operatori che sarebbero altrimenti pienamente qualificati. Anche quando l’obiettivo dichiarato è l’adozione dell’openBIM, requisiti non proporzionati o non necessari rischiano di produrre l’effetto opposto.

Il punto centrale non è tanto quali strumenti vengano utilizzati, ma come vengono definiti i requisiti. La scelta delle soluzioni tecnologiche e dei professionisti dovrebbe rimanere libera, purché basata su standard aperti, competenze verificabili e obiettivi chiari. In questo senso, il parere dell’Autorità richiama un principio semplice ma spesso disatteso: i bandi dovrebbero descrivere il risultato atteso, non vincolare il percorso per raggiungerlo.

È su questa distinzione che si innestano gli standard openBIM promossi da buildingSMART e il lavoro portato avanti in Italia da IBIMI. La logica è quella di separare chiaramente processi, dati e flussi informativi dagli strumenti software, lasciando agli operatori la possibilità di scegliere le soluzioni più adatte nel rispetto di regole comuni.

tavoli di lavoro di IBIMI, nell’ambito del Programma Standard, e Programma di qualificazione professionale rispondono proprio a questa esigenza: definire procedure e pratiche openBIM condivise, che consentano a stazioni appaltanti e operatori di concentrarsi sulla qualità del risultato finale, invece che sugli strumenti utilizzati per ottenerlo.

In questo quadro, la libera concorrenza non è un obiettivo da inseguire né un vincolo aggiuntivo da gestire, ma una conseguenza naturale di flussi digitali progettati in modo solido, coerente e tecnologicamente neutrale. Quando processi e requisiti sono chiari, il mercato si apre da sé.

Proprio per approfondire questi e altri temi, è in fase di costituzione la Commissione “Committenza ed Enti Regolatori, che si occuperà in modo diretto delle criticità operative e normative legate all’adozione del BIM e degli standard OpenBIM nel settore pubblico.

Per informazioni e approfondimenti è possibile contattarci all’indirizzo info@ibimi.it.

Lorenzo Nissim
Presidente IBIMI buildingSMART Italia