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L’importanza della qualità delle informazioni nel processo BIM (prima parte)

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Il Building Information Modelling (BIM) è una tecnologia già matura utilizzata in molti paesi. In Italia se ne sta sentendo parlare sempre più spesso ma è importante capire che questa tecnologia è nata soprattutto per risolvere il problema della scarsa qualità della documentazione che accompagna un edificio durante tutto il suo ciclo di vita dalla progetto concettuale alla realizzazione, gestione, manutenzione ed eventuale smaltimento finale. Quindi se non si lavora per una cultura di maggiore qualità delle informazioni prima di utilizzare software più o meno sofisticati il problema non si può dire risolto.
Se chiediamo a una qualsiasi pubblica amministrazione se preferisce avere dei buoni dati in un formato qualsiasi o dei cattivi dati in un formato perfetto e anche molto bello, come può essere la realtà virtuale di un edificio tridimensionale, non ci sono dubbi che sceglierà la prima soluzione.

In questo articolo si riporta lo studio fatto in Australia, ma analoghi studi sono stati fatti anche negli altri paesi, dove è poi stata presa la decisione di intraprendere la strada senza ritorno dell’innovazione del processo edile basata sul BIM. La strada è senza ritorno perché l’uso del BIM porta a talmente tanti vantaggi che sarà impossibile, una volta introdotta nel processo edile, decidere di tornare alle vecchie tecnologie con tavole bidimensionali mai aggiornate e che si perdono nei meandri di qualche polveroso archivio.

Per fare un esempio pratico, basti pensare come lo smart phone oggi ci permetta egregiamente di: telefonare, inviare e-mail, fare foto, fare filmati, guidarci attraverso le mappe interattive, cercare informazioni via internet e così via. Nessuno oggi penserebbe di voler tornare indietro e portarsi sempre con se: i gettoni per telefonare dalle cabine, una macchina fotografica, una telecamera, un PC e un navigatore satellitare al posto del cellulare. Allo stesso modo quando il BIM si sarà diffuso nessuno più penserà di dover tornare indietro per produrre decine e decine di tavole ogni volta che fa una variazione al progetto, catalogare ogni informazione in uno o più archivi cartacei, aggiornare tutti i disegni, le sezioni, i prospetti ecc. ogni volta che c’è una variazione, una riqualificazione, un cambio d’uso o una qualsiasi altra richiesta che modifica la situazione precedente.

processo lineare“non gestione” della documentazione relativa al ciclo di vita di un edificio.

Il danno procurato dalla scarsa qualità della documentazione di progetto

Negli ultimi anni si è osservata una continua perdita di qualità delle costruzioni dovuta alla mancanza di requisiti stringenti per la documentazione di progetto. Ciò porta a ingenti perdite di denaro da parte di tutti: contraenti, clienti, consulenti, lo Stato, le Regioni e i loro contribuenti. La perdita di denaro è dovuto all’aumento delle varianti in corso d’opera e alle dispute che hanno creato un ambiente “ostile”  poco propenso all’innovazione e che danneggia l’immagine del settore. Se questa situazione non è risolta alle fondamenta il settore edile continuerà ad indebolirsi e non riuscirà a riprendersi dalla crisi economica che lo attanaglia da tempo.

La bassa qualità della documentazione di progetto porta ad avere:

  • industria edile non competitiva e inefficiente
  • maggiorazione dei costi,
  • necessità di rielaborazione dei progetti,
  • allungamento dei tempo di realizzazione
  • livelli di stress elevati, perdita di fiducia, introiti ridotti
  • comportamento corrotto e diminuzione della reputazione

Lo studio australiano
In uno studio fatto in Australia, è stato valutato che lasciare le cose come sono porta a una spesa in più del 15-20% che implica una perdita di oltre 12 miliardi di dollari per la spesa pubblica che grava sulle tasse di circa 23 milioni di persone con una spesa pro capite annuale di oltre 500 dollari. Analoghi studi sono stati fatti in USA e in UK con gli stessi risultati e abbiamo motivo di credere che anche in Italia, se si facesse uno studio analogo, otterremmo gli stessi risultati se non peggiori.

La conseguenza di questi studi è stata sempre la creazione di una task force, con tutte le parti interessate, sia pubbliche che private e, in genere supportate da enti di ricerca, università e associazioni culturali, con i seguenti obiettivi:

  • coinvolgere l’intera filiera edile
  • comprendere l’impatto causato della scarsa qualità della documentazione per l’industria e per la pubblica amministrazione
  • Identificare la gamma completa di criticità e le loro cause primarie
  • Sviluppare pratiche e raccomandazioni sostenibili che affrontino tali criticità
  • Influenzare tutta la filiera edile al fine di evitare le insidie e adottare le pratiche migliori per l’elaborazione, la gestione, la manutenzione e l’archiviazione della documentazione relativa alle costruzioni.

Le motivazioni alla base della scarsa qualità
Le ragioni alla base del problema della scarsa qualità sono riconducibili a dieci cause di fondo:

  1. Sintesi di progetto inadeguati e basati su aspettative di tempo e costi irrealistiche cioè “non SMART”, dove SMART sta per Specific,  Measurable,   Attainable,  Realistic.
  2. Mancanza d’integrazione lungo la catena di approvvigionamento che collega le diverse fasi del progetto
  3. Svalutazione dell’etica professionale e delle prassi comuni
  4. Strategia di offerta al ribasso, piuttosto che sul valore del prodotto
  5. Scarsa comprensione e capacità di valutare il rischio e i processi di gestione
  6. L’assenza di un esperto che gestisca e coordini l’intero progetto
  7. Scarsa comprensione della necessità di ottimizzare e fornire correttamente i documenti di progetto
  8. Indisponibilità di persone con esperienza adeguata
  9. Inadeguato /inefficace uso della tecnologia per i disegni di progetto e per la documentazione a supporto (ad esempio scarsa applicazione delle tecniche CAD; specifiche tecniche delle banche dati relative ad un’organizzazione piuttosto che fatte su misura per il particolare progetto)
  10. La mancanza di apprezzamento dei vantaggi della comunicazione aperta.

Queste dieci famiglie di cause possono essere suddivise in quattro categorie con relative sottocategorie:

  1. Progetto non SMART:
  • Mancata valutazione dei rischi e assegnazione dei ruoli
  • Mancata attuazione di sistemi di comunicazione efficaci all’interno della filiera
  1. Mancanza di una filosofia di offerta e di una strategia di selezione per i servizi di consulenza
  2. Assenza, in fase di esecuzione del progetto di:
  • Rivalutazione dell’etica professionale, uso di standard e maggiore considerazione della responsabilità nelle attività imprenditoriali
  • Attuazione di sistemi di gestione del rischio
  • Individuazione di un manager per il progetto complessivo designato dal cliente
  • Controllo di processo del progetto: ciò che è necessario per ottimizzare i progetti e fornire la documentazione di qualità
  • Utilizzo di risorse umane competenti
  • Uso adeguato ed efficace della tecnologia, ad esempio, CAD
  • Promozione di una comunicazione efficace
  1. Mancata attuazione di una strategia di sviluppo che comprenda:
  • Vision per l’industria delle costruzioni
  • Costruzione del consenso e della partecipazione delle parti interessate
  • Gestione centralizzata delle attività
  • Comunicazione e promozione del messaggio del cambiamento
  • Cambiamento della cultura dell’industria edile per modificarne il comportamento
  • Promozione del miglioramento continuo
  • Individuazione di un ruolo da svolgere per ciascuno.

In un prossimo articolo si suggerisce cosa fare per favorire il cambiamento