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Approvazione testo ddl 1678 Appalti Pubblici.

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14 Gennaio 2016: è stato approvato il testo del ddl Appalti n. 1678-B.

Cerchiamo di capire di cosa si tratta da un punto di vista “giuridico”, perché va innanzitutto chiarito che un Disegno di legge è un ulteriore importante passo in avanti per arrivare ad avere un nuovo codice degli appalti, ma non è il traguardo. Cerco di spiegarmi meglio:

Torniamo all’inizio della storia, ossia al 26 Febbraio 2014, quando il Parlamento Europeo approvava la direttiva 2014/24/UE in tema di aggiudicazione dei contratti di concessione e degli appalti pubblici. Questa entrava in vigore il 18 Aprile del 2014, obbligando tutti gli stati membri della UE a recepire la delega entro due anni, cioè ogni stato attraverso la pubblicazioni di nuove leggi e regolamenti deve tradurre concetti e principi della direttiva in obblighi normativi, il tutto entro il limite massimo di due anni, altrimenti si incorrere in provvedimenti sanzionatori da parte dell’UE.

Da cui, su iniziativa del Governo, il parlamento avvia i lavori di approvazione del Disegno di Legge (ddl) 1678 per la delega dei propri poteri legislativi al Governo, ciò vuol dire che il parlamento seguendo il suo normale iter democratico approverà una legge con la quale cede, temporaneamente, al Governo il potere di fare una nuova legge. Nuova legge che dovrà contenere  norme adatte al recepimento della Direttiva Europea. Approfittando dell’occasione, la delega viene allargata anche al riordino e alla semplificazione di tutte le numerose leggi sugli appalti pubblici.

Il parlamento può delegare la propria funzione legislativa al Governo nel rispetto di tre vincoli e cioè 1. assegnando principi e criteri direttivi, 2. imponendo un limitato periodo ti tempo entro cui è valida la delega e 3. specificando la materia oggetto di delega.

Il 18 Giugno 2015 il Senato approva la bozza del ddl 1678. Nel nostro sistema a bicameralismo perfetto, lo stesso identico documento deve essere approvato da entrambe le camere e quindi il ddl va alla Camera dei Deputati per discussione e approvazione. Il testo viene (fortunatamente) modificato, prima di essere approvato il 17 Novembre. Dico fortunatamente perché inizialmente non era stato inserito nessun riferimento al BIM, probabilmente perchè la direttiva Europea lo suggerisce ma non lo impone. Questa seconda versione del ddl 1678-B torna in Senato e pochi giorni fa, il 14 Gennaio 2106, viene approvato lo stesso testo senza ulteriori modifiche che diviene quindi legge (delega).

Ricapitolando: è stata appena approvata una legge che stabilisce i tre vincoli a cui il Governo deve sottostare nel riscrivere la legge sugli appalti pubblici.

Vediamo prima di tutto scadenza e tema:

  • entro il 18 aprile 2016, il Governo dovrà emanare un decreto legislativo per l’attuazione di alcune direttive Europee tra cui la 2014/24/UE, in tema di aggiudicazione dei contratti di concessione e sugli appalti pubblici.
  • entro il 31 luglio 2016, il Governo dovrà emanare un decreto legislativo per il riordino complessivo della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture.

Ora entriamo nel merito del terzo vincolo, quello sui principi e criteri direttivi della delega, che è certamente il più interessante di tutti in quanto ci permette di anticipare in qualche modo lo scenario legislativo futuro.

Invitando il lettore a leggere il testo ufficiale del ddl 1678-B (cliccando qui), in questa sede mi soffermerò solamente sugli argomenti che come IBIMI riteniamo più significativi:

  • Ciclo di vita
  • Offerta economicamente più vantaggiosa
  • Utilizzo di strumenti elettronici di simulazione
  • Rating di qualifica degli operatori economici

CICLO DI VITA

Il primo principio importante riguarda  il concetto di “ciclo di vita” di un’opera che entra nel ddl allargando il focus temporale di un’opera a tutte le fasi di vita. Cioè un’opera va valutata considerando più aspetti (economico, sociale, ambientale, ecc) e per tutto lo spazio temporale di esistenza (fasi preliminari, progettazione, costruzione, utilizzo, demolizione e smaltimento materiali).

In quest’ottica il BIM risulta un metodo utile su diversi fronti: per effettuare le analisi economiche e ambientali di lungo periodo, per garantire l’accesso alle informazioni critiche a stakeholder differenti in tempi differiti (per esempio smaltimento materiali), per permettere risparmi “maggiori” quando si considera l’intero ciclo di vita.

OFFERTA ECONOMICAMENTE PIÙ VANTAGGIOSA

I criteri di aggiudicazione dell’appalto, nella maggioranza dei casi, verranno stabiliti sulla base del rapporto tra costo/efficacia, cioè un approccio che considererà il costo dell’intero ciclo di vita dell’opera. Cioè:

  1. I costi sostenuti dall’amministrazione aggiudicatrice o da altri utenti, quali:
  • costi relativi all’acquisizione;
  • costi connessi all’utilizzo, quali consumo di energia e altre risorse;
  • costi di manutenzione;
  • costi relativi al fine vita, come i costi di raccolta e di riciclaggio

2. I costi imputati a esternalità ambientali legate ai prodotti, servizi o lavori nel corso del ciclo di vita; tali costi possono includere i costi delle emissioni di gas a effetto serra e di altre sostanze inquinanti nonché altri costi legati all’attenuazione dei cambiamenti climatici.

DDL Appalti 1678-B – Art. 1, lettera

ff) utilizzo, nel rispetto dei princìpi di trasparenza, di non discriminazione e di parità di trattamento, per l’aggiudicazione degli appalti pubblici e dei contratti di concessione, del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, seguendo un approccio costo/efficacia, quale il costo del ciclo di vita e includendo il «miglior rapporto qualità/prezzo» valutato con criteri oggettivi sulla base degli aspetti qualitativi, ambientali o sociali connessi all’oggetto dell’appalto pubblico o del contratto di concessione;”

UTILIZZO DI METODI DI MODELLAZIONE ELETTRONICA E INFORMATIVA PER L’EDILIZIA E LE INFRASTRUTTURE

Come nel gioco del telefono senza fili, per di più passando da una chiamata internazionale, il Building Information Modelling arriva nel ddl con un nome che lo ricorda, ma non troppo… Comunque quel che conta è che, seppur gradualmente (e forse è un bene visto il ritardo Italiano) il legislatore ha l’intenzione di far leva sul BIM per valorizzare la fase progettuale.

DDL Appalti 1678-B – Art. 1, lettera

oo) valorizzazione della fase progettuale negli appalti pubblici e nei contratti di concessione di lavori, promuovendo la qualità architettonica e tecnico-funzionale, anche attraverso lo strumento dei concorsi di progettazione e il progressivo uso di metodi e strumenti elettronici specifici, quali quelli di modellazione elettronica e informativa per l’edilizia e le infrastrutture

RATING DI LEGALITÀ E RESPONSABILITÀ SOCIALE

Ogni impresa verrà valutata sulla base del proprio storico di lavori e sulle competenze professionali dei propri dipendenti. Questo delle competenze professionali è un discorso molto caro alla Comunità Europea, che per la libera circolazione dei professionisti esige un sistema di certificazione delle competenze. Tema in realtà molto caro anche ad IBIMI che sta lavorando proprio al riconoscimento delle figure professionali BIM. Con ciò si vuole evitare che quando improvvisamente nelle gare d’appalto verranno richieste o premiate le competenze BIM, e nulla potrà distinguere chi è “BIM Esperto” rispetto a chi invece è un “BIM Improvvisato”, tutti correranno a mettersi una targhetta in petto con scritto BIM Manager o BIM Coordinator o altro, senza però esserlo. Questo a tutto discapito di chi le competenze le ha davvero!

DDL Appalti 1678-B – Art. 1, lettera

uu) revisione del vigente sistema di qualificazione degli operatori economici in base a criteri di omogeneità, trasparenza e verifica formale e sostanziale delle capacità realizzative, delle competenze tecniche e professionali, ivi comprese le risorse umane, organiche all’impresa, nonché delle attività effettivamente eseguite, introducendo, inoltre, misure di premialità, regolate da un’apposita disciplina generale fissata dall’ANAC con propria determinazione e connesse a criteri reputazionali basati su parametri oggettivi e misurabili e su accertamenti definitivi concernenti il rispetto dei tempi e dei costi nell’esecuzione dei contratti e la gestione dei contenziosi, nonché assicurando gli opportuni raccordi con la normativa vigente in materia di rating di legalità;