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PAS 1192-2: Consegna delle informazioni

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Deliver Information

In questo articolo si entra in merito al processo di consegna delle informazioni che come abbiamo visto in altri momenti, viene pianificato nel BEP (BIM Executive Plan). Considerata oramai assodata la consapevolezza che il BIM (Bilding Information Modelling) è una metodologia di lavoro, e non un modello e tanto meno un software, useremo il termine PIM (Project Information Model) per indicare il modello che viene create grazie alle informazioni consegnate da tutti i partecipanti al progetto. Come vedremo meglio di seguito, il PIM si crea in un processo ben definito, che strutturato in blocchi e punti di controllo permette la condivisione delle informazioni con gli altri partecipanti e in ultimo l’aggregazione di tutti i dati in un unico modello. Questo processo diciamo che avviene in un ambiente di condivisione di dati CDE (Common Data Environment) che a seconda dello stato di avanzamento dell’informazione coinvolgerà il committente o meno.

E’ importante precisare che il modello informativo, il PIM, viene sviluppato sia durante la fase di progettazione che durante la costruzione. Possiamo dire che il PIM è sviluppato in primo luogo come un modello di intento progettuale, che mostra le intenzioni architettoniche ed ingegneristiche dei proggettisti. Quando la proprietà del progetto viene  trasferita alle imprese di costruzione, il PIM si sviluppa e può essere inteso come un modello virtuale dell’esistente contenente tutti gli oggetti fabbricati, installati e costruiti.

Il modello informativo di progetto (PIM – Project Information Model)

Il PIM quindi è progressivamente sviluppato attraverso una serie di scambi di informazioni, e consegnato al committente in scadenze chiave in concomitanza con i momenti decisionali del committente.

Il PIM può comprendere una serie di modelli informativi federati, e in questo caso, secondo il modello di maturità inglese, avremmo un BIM di livello 2, oppure un singolo modello integrato (livello 3), sempre insieme naturalmente ai dati non grafici e documentazione associati.

Il PIM è probabile che inizi come un modello di intento progettuale per poi essere sviluppato in un modello virtuale del costruito dopo che la proprietà del progetto passa dai progettisti ai costruttori lungo la catena di fornitura. Le modalità di questo trasferimento di proprietà, compresi i suoi tempi, dovrebbero essere definite nelle condizioni di impegno o nei contratti tra il committente e i fornitori.

Naturalmente il PIM dovrebbe essere sviluppato secondo il MIDP (Master Information Delivery Plan), cioè il piano sviluppato all’interno del BEP (BIM Execution Plan) nel quale vengono stabilite e definite nel dettaglio come deve essere preparato il modello informativo, con quali protocolli, procedure e quali informazioni rilevanti deve contenere.

Il PIM è composto di dati grafici e documenti di dati non grafici come definito nel MIDP.

Di seguito verrà descritto come gestire ed eseguire i processi progettuali in modo da consentire la trasmissione dei dati alla committenza così come è stato concordato in sede contrattuale. La definizione esatta della consegne verrà definita nei vari piani di lavoro. A titolo di esempio qua riportiamo il piano di lavoro proposto dal CIC (Construcion Industry Council). Se viene scelto un metodo alternativo sarà necessario definire una strategia adeguata per consentire la consegna.

Il processo di gestione delle consegne, deve essere seguito alla lettera per garantire che i dati siano accurati appropriati e inequivocabili ad ogni scambio di informazioni.

Il processo di creazione, condivisione e rilascio di informazioni deve essere coerente al fine di garantire che le informazioni vengano gestite e consegnate in modo agevole e tempestivo. Il CDE (Common Data Enviroment) deve essere usato in modo tale da abilitare questa processo.

E’ importante ricordare che il processo del CDE può essere implementato in differenti modi, a seconda delle preferenze organizzative.

Ambiente di dati comune (CDE – Common Data Environment)

Il CDE è un mezzo per fornire un ambiente di lavoro collaborativo per la condivisione e può essere implementato in diversi modi.

I vantaggi derivanti dall’adozione di tale CDE comprendono:

  • la proprietà delle informazioni rimane al cedente, anche se vengono condivise e riutilizzate, solo la parte cedente è autorizzato a cambiarle;
  • condividere informazioni riduce i tempi e i costi di produrre informazione coordinate;
  • qualsiasi numero di documenti può essere generato da diverse combinazioni di file di modelli.

Se le procedure per lo scambio di informazioni sono utilizzate costantemente dai team di progettazione, il coordinamento spaziale diviene un sottoprodotto dell’utilizzo dei processi CDE, e fornirà informazioni di produzione che sono giuste già dalla prima volta.

Le informazioni possono essere successivamente utilizzate per la pianificazione della costruzione, stima e pianificazione dei costi, gestione e manutenzione e altre attività a valle.

I dati all’interno di un CDE vengono finemente granulati e strutturati per facilitare il riutilizzo. Esso fornisce la capacità di produrre disegni tradizionali o documenti più complessi come la visualizzazione di dati di più autori all’interno del CDE. Si ha anche una maggiore controllo sulle revisioni e versioni di tali dati.

L’uso strutturato di un CDE richiede una rigorosa disciplina per tutti i membri del team di progettazione in termini di aderenza agli approcci e procedure concordate, in confronto ad un approccio più tradizionale. I vantaggi sopra elencati possono realizzarsi solo con l’impegno di operare in modo disciplinato e coerente durante tutto il progetto.

Il ciclo di distribuzione delle informazioni ha due distinti punti di ingresso, ma entrambi portano alla Porta 6 (Figura 1).

Scambio Informativo BIM
Figura 1: Scambio informativo BIM (Building Information Modelling)

Per i progetti di nuova costruzione, si comincia dalla scatola in alto a destra “spazio condiviso al cliente / Requisiti Informativi della Committenza, in quanto non vi sono dati derivanti da attività già esistenti. Ma per i progetti che fanno parte di un più ampio portafoglio, o per progetti di lavoro su edifici e strutture esistenti, il punto di partenza sarà chiaramente il modello informativo dell’esistente. Sulla base delle informazioni inerenti il costruito, si procederà ad una prima valutazione in termini di vaglio delle diverse ipotesi di ristrutturazione piuttosto che nuova costruzione o demolire per ri-costruire.

Una norma in via di sviluppo, la PAS 1192-3 si concentra proprio nel trasferimento delle informazioni dal PIM all’AIM (Asset Information Model, cioè il modello informativo continuamente aggiornato, usato durante la gestione e manutenzione dell’asset) per formare parte dei requisiti informativi della committenza in progetti di ri-costruire e ristrutturazione.

Ora analizzeremo le sezioni funzionali dell’ambiente comune di condivisione dei dati (CDE), ossia le parti che compongono i processi di lavoro che costituiscono il CDE

Ci sono “porte”, o procedure di validazione, che consentono ai dati / informazioni di passare da una sezione all’altra, la denominazione delle porte è significativa.

La sezione “Lavori in corso” WIP (Work In Progress) del CSI deve essere utilizzata da ogni partecipante al progetto per contenere informazioni ancora non approvate.

La sezione WIP si conclude con la porta 1 “approvazione” , che rappresenta il passaggio al “ambiente condiviso”, dove l’informazione è controllata, esaminata e approvato dal capo progettista.

Nel passare attraverso la porta di approvazione (1), prima di diventare disponibile nell’ambiente condiviso, si effettua un processo di controllo, revisione e approvazione. I controlli comprendono:

  1. a) controllo di idoneità del modello;
  2. b) controllo nome, tipologia di supporto e referenza dell’informazione;
  3. c) controllo contenuto tecnico;
  4. d) controllo completezza COBie;
  5. e) controllo di estrazione tavole insieme a qualsiasi ulteriore documentazione condivisa come pacchetto di informazioni coordinato; e
  6. f) approvazione da parte del team manager dell’attività.

La sezione condivisa della CSI sarà utilizzata per contenere informazioni che sono state approvate per la condivisione con le altre imprese partecipanti al progetto. Queste informazioni potranno essere utilizzate come materiale di riferimento per lo sviluppo della loro parte di progetto. Quando tutta la progettazione è stata completata, l’informazione deve essere collocata per l’ autorizzazione nell’”area condivisa al cliente”.

Per passare attraverso la porta 2 “autorizzazione” le informazioni nell’ area condivisa al cliente vengono autorizzate dal committente o dal suo rappresentante.

La documentazione pubblicata include gli output di progetto necessari nelle varie fasi definite del progetto, pianificazione e i permessi normativi insieme ai problemi individuati per la costruzione.

Questo rappresenta il passaggio alla “documentazione pubblicata”.

Si riconosce che alcune forme di contratto rendono questo processo molto difficile. In questi casi occorre chiarire al committente chi all’interno del team di consegna è responsabile ad intraprendere questi processi. Questo dovrebbe essere documentato nelle EIR e nel BEP.

I controlli di autorizzazione dovrebbero comprendere la verifica di conformità con i risultati finali attesi dalle EIR.

La sezione documentazione pubblicata del CDE deve essere utilizzata per contenere le informazioni pubblicate. Questo sezione si conclude con la Porta 3 “Verifica”, che rappresenta il passaggio per l’archiviazione.

La sezione “archivio” del CDE deve essere utilizzata per registrare tutti i progressi man mano che ogni tappa del progetto è soddisfatta e si dovrebbe tenere un registro di tutti gli ordini di transazione e di cambiamento per fornire una traccia di controllo in caso di controversie.

Inoltre, le informazioni inerenti il “come-costruito” devono essere controllate e verificate nella sezione documentazione pubblicata per consentire la transizione attraverso la Porta “verifica” alla sezione archivio.

Una sezione aggiuntiva di WIP (lavori in corso) del CDE si utilizza per contenere informazioni non ancora approvate dei progettisti e costruttori specializzati come produttori e installatori di tecnologie innovative o altro. Anche questa sezione si conclude con la Porta 4 “Approvazione” che rappresenta il passaggio all’ambiente comune dove l’informazione è controllata, esaminata e approvata dal costruttore principale ed dal progettista che ha la responsabilità di assicurare la conformità al progetto, utilizzando gli stessi controlli di approvazione della porta 1.

I processi di lavoro di questa attività che potremmo definire “esterna” replicano lo stato, la revisione e le versioni, delle attività di progettazione “interne”.

 

La Porta 5 “accettazione” viene utilizzata per le informazioni da verificare (scambio di informazioni 1, 2 e 3) e Convalidare (scambio di informazione 6) fornite in un AIM (Asset Information Model).

Questo processo sarà iterativo se durante il passaggio attraverso una porta si riscontri che i requisiti di scambio informazione non sono stati raggiunti.