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Partecipare alle attività buildingSMART

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Bussiness Discussion

Un mercato in espansione

La digitalizzazione del settore delle costruzioni rappresenta, per il nostro paese, una grande opportunità di crescita economica ed aumento della competitività nei mercati internazionali. Infatti questo processo di transizione al digitale sta avvenendo in tutto il modo e se le imprese nazionali adottano correttamente questa innovazione di processo, saranno più efficienti e aumenteranno la capacità di concorrere anche nei mercati esteri. In questo percorso è estremamente importante prestare molta attenzione alle scelte strategiche che intelligentemente gli organi normativi comunitari e nazionali hanno indicato.

I riferimenti normativi

Gli atti normativi che regolamentano l’uso dei metodi e strumenti elettronici per la gestione delle informazioni edilizie (BIM) sono: il Regolamento EU 24/2014 art 22 , il Codice Appalti D.Lgs 50/2016 art.69 e art.23, e il Decreto MIT 560/2017. In queste norme viene continuamente ribadito che gli strumenti tulizzati debbano essere piattaforme che supportano l’interoperabilità dei dati a mezzo di formati aperti e non proprietari.

Definizione di formato aperto

Per una definizione del concetto di “formati aperti e non proprietari” è utile fare riferimento alle “Regole tecniche in materia di sistema di conservazione” ai sensi del Codice dell’amministrazione digitale del DPCM 03/12/13 che dichiara che “Un formato si dice “aperto” quando è conforme a specifiche pubbliche, cioè disponibili a chiunque abbia interesse ad utilizzare quel formato aggiungendo che si da particolare privilegio ai formati approvati da Organismi di standardizzazione internazionali quali ISO.

Scmbio dati e interoperabilità openBIM

Perchè partecipare alle attività di sviluppo dello standard?

Il settore degli standard è vario e risponde a necessità e bisogni differenti. In questo contesto ci concentriamo sugli standard dei formati dati che supportano, i flussi di cambio informativo BIM. Per capire la strategicità di tale argomento, possiamo pensare agli standard come i riferimenti a cui le software house si adeguano per poter essere interessanti nel mercato, che, sempre più rivolto a processi digitalizzati, si trova a fronteggiare un aumento di domanda per strumenti in grado di garantire la creazione di banche dati (modelli BIM) interoperabili, cioè capaci di essere scambiate e conservate nel tempo.

Criticità di uno standard

Un modello BIM interoperabile è un grande vantaggio (oltre che richiesto dalla legge), ma se all’interno dello standard che permette lo scambio del modello, non vengono definite tutte le proprietà e i parametri utili a supportare le mie operazioni, inevitabilmente perderò quelle informazioni preziose e l’interoperabilità sarà solo parziale. Per questo motivo è di grande importanza strategica assicurarsi che lo standard tenga in considerazione tutte le proprie necessità e bisogni di scambio informativo.

Vantaggi dalla partecipazione allo sviluppo degli standard

Le grandi stazioni appaltanti come i gestori di patrimoni immobiliari e infrastrutture, o anche i grandi studi di ingegneria, hanno un forte interesse a partecipare alle attività di normazione tecnica. Infatti, chiarendo quali sono le proprie richieste informative e assicurandosi che ciò venga recepito nello standard, possono garantirsi una catena di fornitura BIM interoperabile e allineata ai propri bisogni informativi.

Adozione da parte dell’industria di processi openBIM

Il ruolo di buildingSMART

IBIMI è il Capitolo Italiano di buildingSMART, ciò vuol dire che è uno dei soci di buildingSMART International e ha diritto a partecipare, in rappresentanza dell’industria Italiana, a tutte le attività di normazione svolte.

BuildingSMART International ha un accordo con la ISO (International Standard Organization) per cui lo standard IFC, oggi norma ISO 16739, viene aggiornato da buildingSMART e automaticamente recepito come nuova versione della norma ISO.

Il CEN (Comitato Europeo di Normazione) ha adottato la pratica (non formalizzata ma ormai prassi consolidata) di recepimento automatico delle norme ISO, limitandosi a verificare che non siano in conflitto con norme giuridiche Comunitarie. Per il Vienna Agreement, ogni norma approvata a livello CEN è automaticamente recepita da ogni paese membro che ha il compito di fare una traduzione nella propria lingua, nel nostro caso UNI (Ente Italiano di Normazione).

Ruolo di buildingSMART nello sviluppo degli standard per l’openBIM

Partecipare alle attività di sviluppo standard

Iscrivendosi a IBIMI – BuildingSMART Italia, si avrà accesso ai tavoli di normazione, con la possibilità sia di participare in prima persona ai meeting internazionali a nome dell’industria Italiana ma anche lavorando nei gruppi tecnici nazionali per la definizione della posizione Italiana.

Chiedi maggiori informazioni inviando i propri contatti a info@ibimi.it

Partecipa alla Conferenza Nazionale per conoscere il caso di successo della partecipazione di RFI allo sviluppo dello standard IFC Rail