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Oltre il BIM

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A cura di Danilo Camerini

La semplice adozione del BIM nella gestione del ciclo di vita delle costruzioni edili, non basta!

È necessario far sì che il suo utilizzo diventi: efficace, efficiente e sostenibile.

La sostituzione di carta, penna e matita con file, mouse e tastiera, unita alla pratica e all’esperienza nell’impiego di programmi software avanzati, non può essere definita “digitalizzazione” e certamente non consente di raggiungere i target innovativi proposti dalla metodologia BIM.

Al cambiamento degli strumenti di lavoro – la cui resa in digitale consente, senza dubbio, la velocizzazione dei processi e la semplificazione delle attività – deve necessariamente affiancarsi l’introduzione di un diverso approccio logico nella gestione dei flussi di dati rilevanti, tale da rendere sostenibili gli interventi di digitalizzazione ricercando forme di riusabilità delle risorse da conservare. Ciò consentirà alle generazioni future di ereditare, non solo il prodotto costruito (manufatto), ma anche tutta la storia documentata in tecnologia BIM (disegni e documenti annessi), in forma efficace, efficiente e sostenibile, ossia valida ed opponibile a terzi anche in futuro.

Il cuore del cambiamento sta nell’adottare un cambio di processo nell’elaborazione e nella conservazione (re-ingegnerizzazione dei processi) dei dati, da sedimentare con logiche archivistiche (definizione di classificazione, titolario, piano di conservazione), allo scopo di attribuire ai dati digitali prodotti per le nuove attività, valore legale, probante e tutelante offerto dalla conservazione digitale legale a lungo termine.

Prendendo spunto da esperienze in materia di gestione di documenti digitali, fatte nel passato in altri settori, occorre considerare il passaggio al BIM – di tipo Open, non proprietario – come ad un’attività finalizzata alla realizzazione di un progetto edile e, contestualmente, alla conservazione a lungo termine dei dati prodotti, in osservanza delle normative che tutelano i dati digitali nativi.

Ciò consentirebbe di ottenere una serie di vantaggi:

  • proteggere i meriti nello sviluppo condiviso di un elaborato in BIM (tutela della proprietà intellettuale);
  • conferire il valore giuridico ai prodotti di output nelle controversie (attribuzione delle responsabilità);
  • attribuire autenticità, integrità, leggibilità, fruibilità e riutilizzabilità a tutta la documentazione prodotta nel processo del costruito (conservazione).

Guardare oltre il BIM significa non solo immaginarne i benefici immediati ma organizzarne e garantirne la loro fruizione nel tempo.