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Lezione 8 – Comprendere le fasi del BIM

Lezione 08 - Modulo 02

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Molti, chiacchierando del BIM, arrivano simpaticamente a ipotizzare quali dovrebbero essere i risultati che il BIM dovrebbero raggiungere da qui a qualche tempo: collaborazioni fluide e senza problemi, sequenziamenti puntuali delle fasi costruttive, database condivisibili e già pienamente integrati alla consegna del progetto, ecc. Mentre pensiamo a queste possibilità e mentre qualcuno le sta realizzando proprio in questo momento, dovremmo concentrarci su come fare buon uso di queste potenzialità in futuro. Razionalizzare gli argomenti e quindi la comprensione del BIM ci aiuterà su vari fronti: individuare quei passi percorribili fin da subito, utilizzare in modo migliore le risorse e prepararci per il“BIM del futuro”.

Nel precedente episodio abbiamo descritto la prima dimensione del quadro BIM – “asse orizzontale” rappresentante operatori e prodotti finali. Ora introduciamo la seconda dimensione –“asse verticale” di adozione del BIM. Questa lezione ha come obbiettivo quello di identificare gli obbiettivi nel tempo o “Fasi” che gli operatori AEC devono raggiungere per riuscire ad integrare completamente tra loro i processi. Ci sono tre Fasi/ Milestones:

  • BIM Fase 1: Modellazione basata sugli oggetti
  • BIM Fase 2: Collaborazione basata sui Modelli
  • BIM Fase 3: Integrazione basata sul Network

Notare che ognuna di queste fasi è ulteriormente suddivisibile in altri passaggi sequenziali. Quello che distingue le “Fasi” dai “Passaggi” è che le “Fasi del BIM” sono mutamenti o cambiamenti radicali mentre i “Passaggi BIM” sono incrementali tra loro. In questo post concentreremo la nostra attenzione nell’identificare le fasi di trasformazione tra i Campi BIM. Lo faremo dopo aver brevemente descritto lo stato del Pre-BIM che è prevalente nelle industrie AEC oggi.

Lo stato del Pre-BIM:

Sul fronte strategico, lo stato del Pre-BIM è caratterizzato da una relazione contraddittoria tra l’incoraggiamento all’uso di accordi contrattuali di rete e il superamento dei blocchi integrati. Spostandoci sul fronte del Processo, ci sono forti dipendenze sulla documentazione 2D usate per descrivere realtà 3D con tutti i problemi che questo comporta. Il progetto viene diviso e sviluppato da team differenti e la comunicazione tra differenti operatori è inadeguata e non strutturata. L’investimento nelle tecnologie è basso e lo scambio dei dati soffre di una severa mancanza di interoperabilità tra le applicazioni dei software… di certo non possiamo continuare così!

Lo spostamento dal 2D al 3D….BIM Fase 1:

Dopo essere stati dipendenti interamente dai disegni a mano, un sempre maggiore numero di compagnie decide di incrociare l’abisso di innovazione ed investire in applicazioni BIM basate sugli oggetti.

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Figure 8.1: Crossing the Chasm by Geoffrey Moore… Attraversando il baratro

Queste compagnie hanno rapidamente cominciato a generare documenti coordinati in 2D e visualizzazioni 3D dai Modelli BIM ma questi stessi modelli parametrici non sono condivisi con le altre discipline. La visione tridimensionale e i modelli più “leggeri”  (che potrebbero includere metadati ma non parametri attivi – file DWF, NWD, 3D PDF, KML e simili) diventano come delle nuove frasi con un linguaggio di comunicazione ringiovanito. Attraverso l’adozione di questi modelli, le aziende hanno percorso un processo di leggero cambiamento: hanno cominciando a creare visualizzazini 3D, inserire quantitativi, specifiche, analizzare scenari ipotetici e altri prodotti finiti tramite il Modello semanticamente ricco. Ma in questa fase il Modello BIM è ancora a “singola disciplina” e i prodotti sono per lo più simili a documenti CAD, persistono infatti relazioni contrattuali esistenti e problemi di gestione delle responsabilità…. ma non per molto!

Dalla Modellazione alla collaborazione… BIM Fase 2:

Due discipline, ognuna delle quali lavora su un modello semanticamente ricco, decidono di collaborare. Si scambiano e condividono Modelli/Database non includendone la forma. Le due aziende possono collaborare realizzando un singolo database,  collegando due formati differenti o scambiando file non proprietari. L’interoperabilità permette loro di eseguire studi sul tempo in 4D e rilevazioni di scontri interdisciplinari e di generare un impressionante sfilza di analisi guidate dei risultati finali. É a questo punto che le tradizionali relazioni contrattuali, i Modelli di rischio e i “processi provati e testati” cominciano a mostrare segni di deformazione significativa e – con l’assenza di chiare linee guida della strategia industriale – vi è la nascita di soluzioni fantasiose.

Dalla collaborazione all’integrazione…BIM Fase 3:

Il raggiungimento di questa Fase è la realizzazione di tutti i sogni di efficienza di costruzione e della filosofia BIM. In questa Fase i passaggi attraverso il ciclo di vita del progetto si dissolvono completamente e gli operatori aumentando il flusso di lavoro digitale, interagiscono in tempo reale creando vantaggi effettivi. In questa Fase, le tecnologie esistenti e in rapido miglioramento svolgono un ruolo abilitante.

In particolare, un insieme di tecnologie gioca un ruolo fondamentale: il Modello del Server, che è sempre più disponibile in varie forme, oppure altre soluzioni proposte dalla Federazioni dei Modelli. Questa federazione, che deve essere specializzata in tecnologie basate sul network, condivide e controlla gli input/output interdisciplinari degli stakeholders partecipanti. Proprio in questo punto le attuali politiche contrattuali e i processi progettuali perdono la loro sincronizzazione con le possibili tecnologie. Certamente col tempo, i processi si evolveranno e le politiche industriali verranno sviluppate per abilitare il pieno potenziale dei Modelli semanticamente ricchi e dei database con referenze esterne… potrebbe esserci una lunga strada di fronte a noi.

La cosa interessante di tutte queste Fasi è che le infrastrutture tecnologiche necessarie, attualmente esistono o sono in via di sviluppo. Sia che noi discutiamo di software, hardware o network, tutte stanno emergendo e maturando piuttosto rapidamente. I processi cominciano a seguire le potenzialità offerte dalle tecnologie, così come le aziende innovative sempre più alleate tra loro vanno oltre la frontiera. Tuttavia, l’assenza più grande è ancora data dagli operatori strategici/politici che sono lenti a reagire e a creare le necessarie linee guida, regolamentazioni, protezioni di responsabilità e programmi educativi utili per il progresso sistematico.

Concludendo

Mentre la Fase 1 ha solo bisogno di un’applicazione BIM e di un campione e la Fase 2 ha bisogno di operatori e la volontà di essi di collaborare, la Fase 3 ha bisogno di molto di più. La Pratica Integrata avrà bisogno di una comprensione sistematica seguita da un sistematico consolidamento dei processi, delle metodologie e di tutte le tecnologie rilevanti… Potrebbe esserci una lunga strada davanti a noi ma è sicuramente una strada panoramica!

Prossima Lezione => Lezione 9 – I Passaggi BIM

Un particolare ringraziamento va a Bilal Succar, blogger BIM ThinkSpace che ci ha autorizzato alla traduzione e pubblicazione dei suoi post. Traduzione di Miriam Nissim e Lorenzo Nissim.