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Lezione 24.2: Comprendere gli Usi del Modello – fondamenti

Sezione 2 - Lezione 24 - Modulo 02

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Questa sezione chiarirà le fonti di conoscenza analizzate per identificare gli Usi del Modello. Farà anche luce sul metodo seguito per generare una Lista degli Usi del Modello che è ragionevolmente completa, semanticamente precisa, ma tassonomicamente flessibile per consentire una futura personalizzazione, localizzazione ed estensione.

Per chi non avesse letto la prima parte, questo è il link alla Lezione 24.1 per un’Introduzione sugli Usi del Modello.

Concettualizzare gli Usi del Modello

Gli Usi del Modello si basano sulle strutture concettuali del quadro BIM, vale a dire: il quadro Tri-Axial, il Quadro di Competenza e l’Ontologia BIM.

Identificare gli Usi del Modello

Gli Usi del Modello sono identificati esaminando e confrontando diverse fonti di conoscenza resi pubblicamente disponibili da un certo numero di paesi:

  • Ricerca accademica pubblicata (o ricerca accademica di qualità), tra cui “Gli usi del BIM” (Messner et al, 2010); il “BIM Handbook” Tabella 4-1 (Eastman et al, 2008, p.98);
  • Pubblicazioni BIM degne di nota (NBP), tra cui la Guida BIM LACCD (2010);la Guida BIM Veteran Affairs (2010); la Guida BIM GSA (2011); la Guida BIM di New York (2012); Requisiti comuni del BIM – Finlandia (2012); Manuale Statsbygg BIM – Norvegia (2013); la Guida BIM delle Autorità di Porto del Massachusetts – Appendice A (2014); la Guida BIM NATSPEC Progetto Inception (2014); Componenti NBS di livello 2 del BIM – 2 immagini (2015)
  • I sistemi di classificazione rilevanti, tra cui OmniClass Tabella 33; Uniclass 2015 tabelle;
  • Standard internazionali e standard di candidati, tra cui PAS1192-2: 2013; ISO / TS 12911: 2012 Quadro per il Building Information Modeling (BIM) di orientamento; e ISO / DIS 29481-1: 2014 Building Information Modeling – manuale di consegna delle informazioni.

Le fonti di cui sopra hanno fornito un ricco inventario di Usi del Modello ben definiti e anche indefiniti. Applicando la definizione degli Usi del Modello presentata in precedenza, abbiamo identificato, classificato e aggregato un gran numero di possibili Usi del Modello. Questi sono stati revisionati e i termini ridondanti sono stati rimossi. Se due termini avessero connotazioni molto simili, quello che appare con maggiore frequenza nelle fonti di cui sopra diviene l’Uso del Modello e gli altri termini meno usati vengono aggiunti come sinonimi.

Le risorse citate hanno anche contribuito a chiarire una serie di termini concorrenti e spinto lo sviluppo di nuovi.

Usi del Modello o Usi del BIM?

I due termini – Uso del Modello e Uso del BIM – possono essere applicati in modo intercambiabile. Tuttavia, riteniamo preferibile utilizzare Uso del Modello per una serie di ragioni – tra cui:

  • L’acronimo ‘BIM’ negli Stati Uniti, è spesso utilizzato per riferirsi al Building Information Model mentre – in Australia, Regno Unito e in molti altri paesi – si riferisce costantemente al Building Information Modeling. Poiché stiamo descrivendo il rapporto tra l’Utente (l’operatore umano) ed il prodotto (il modello), il termine Uso del Modello è meno ambiguo;
  • Il termine Uso del Modello non si sposa con l’industria delle costruzioni e, quindi, può essere applicato al GIS, il PLM e altri sistemi informativi;
  • Il termine Uso del Modello è semanticamente collegato alla Vista del Modello e alla definizione di Vista del Modello – come verrà chiarito più avanti.

La preferenza nell’adottare il termine ‘Uso del BIM’ o ‘Uso del Modello’ ha poca o nessuna conseguenza praticha. Tuttavia, per la coerenza tra questo articolo e tutte le altre lezioni, Usi del Modello sarà trattato come il termine generico che copre gli Usi del BIM, gli Usi del GIS, gli Usi del PLM e altri casi basati sugli Usi del modello.

Usi del Modello e Prodotti finali basati sul Modello

E’ importante distinguere tra gli Usi del modello (quello che siamo in grado di fornire, programmiamo di consegnare, o chiediamo agli altri di fornire) e prodotti finali basati sul modello (quello che viene consegnato). In un certo senso, “i Prodotti da fornire e gli Usi del BIM [Usi del Modello] sono due facce della stessa medaglia – gli Usi del BIM rappresentano lo strumento o il processo – i Prodotti Finali rappresentano l’output” (NATSPEC BIM Progetto Inception Guida, 2014, p. 6).

In altre parole, gli Usi del Modello traducono i requisiti di progetto quantificabili (input) in risultati del progetto misurabili (output). Come le informazioni definite negli Usi del Modello si trasformano in veri e propri prodotti finali basati sui modelli, sarà l’argomento trattato – utilizzando processi, interazioni e mappe delle transizioni – nelle future lezioni BIM.

Per evitare di confondere gli Usi del Modello (ad esempio Clash Detection, Analisi Termica, e Relocation Management) con i prodotti finali basati sul modello, questi ultimi saranno sempre preceduti dal tipo di documento (per esempio Rapporto di Clash Detection, Grafico dell’Analisi termica, e Animazione di Relocation Management).

Usi del Modello e Definizioni di Vista del Modello

Secondo il buildingSMART, una “definizione di Vista IFC, o definizione di Vista del Modello (MVD), definisce un sottoinsieme dello schema IFC, che è necessario per soddisfare uno o più requisiti di scambio del settore AEC.” Sempre secondo NBIMS, l ‘”obiettivo del manuale di Consegna delle Informazioni (IDM) (Processi buildingSMART) e della Definizione di Vista del Modello (MVD) è quello di specificare esattamente quali informazioni devono essere scambiate in ogni scenario di scambio e come queste debbano essere messe in relazione al modello IFC. Ad oggi, solo poche Viste del Modello vengono definite attraverso MVDS (definizioni) ufficiali, e ancora meno MVDS sono state attuate dagli Strumenti Software BIM.

Indipendentemente dal numero di MVDS che sono attualmente disponibili, che saranno definite in futuro, o che saranno implementate dagli sviluppatori di software che lo desiderano, vi è la precedente necessità e il bisogno per un elenco separato completo di Usi del Modello. Questo perché:

  • Da un lato, le Definizioni degli Usi del Modello sono dirette chiaramente a standardizzare gli scambi tra computer sulla base dei casi di uso comune;
  • D’altra parte, gli Usi del Modello hanno lo scopo di semplificare le interazioni umane, e le interazioni uomo-computer (HCI). Gli obiettivi principali e i benefici degli Usi del Modello – come discusso nella sezione 1 – non devono migliorare gli strumenti software, ma facilitare la comunicazione tra i soggetti coinvolti nel progetto e collegare i Requisiti del Cliente/Datore di lavoro per proiettare i risultati e le competenze del team.

Definire gli Usi del Modello

Possiamo avvicinarci agli Usi del Modello in molti modi diversi: in base a come, quando e da chi sono applicati all’interno delle organizzazioni e progetti; in base al contenuto di competenza di ciascun Uso del Modello; o sulla base delle implicazioni giuridiche dell’applicazione dell’Uso del Modello per distribuire le responsabilità tra gli individui, le organizzazioni e le squadre. Tutti questi sono metodi validi che devono essere discussi dopo aver stabilito una solida base su cui costruire. Per gettare un tale fondamento, voglio applicare una lente di gestione delle informazioni per isolare gli Usi del Modello da tutte le informazioni disponibili per tutto il ciclo di vita di un progetto (Figura 2):

Project-Information-Form-Unstructured-to-Integrated-Italian

Figura 2. Informazioni sul progetto, da non strutturate a integrate.

La Figura 2 rappresenta tutte le informazioni disponibili per tutto il ciclo di vita di un progetto in forme colorate. Queste forme (e la loro collocazione all’interno dei cerchi concentrici) rappresentano cinque tipi di informazioni organizzate in base alla loro computabilità:

[..] Informazioni Generali sul Contesto (GBI): informazioni che non hanno alcuna influenza diretta sul progetto (ad esempio la storia del terreno sul quale l’impianto è stato costruito). I GBI rappresentano le informazioni sul progetto non rilevanti e non è quindi rappresentato nell’immagine sopra;

[❶]Informazioni sul progetto non strutturate (UPI): dati non calcolabili o non documentati e informazioni temporanee del progetto (ad esempio schizzi a mano e chat telefoniche casuali). Le UPI sono rappresentate come figure informi di diversi colori;

[❷]Informazioni strutturate sul progetto (SPI): i dati computabili e le informazioni organizzate che riflettono scopi particolari e casi d’uso (ad esempio un video di marketing o una richiesta per una proposta). Le SPI comprendono documenti, disegni, mappe, messaggi, foto, relazioni, orari e visualizzazioni. Le SPI sono rappresentate come forme geometriche 2D scollegate;

[❸] Informazioni Modellate (MI): informazioni rappresentate all’interno di un modello 3D per riflettere i particulari Usi del Modello (ad esempio, l’analisi strutturale e l’Asset Tracking). Le Informazioni Modellate includono quelle utilizzate per la pianificazione, la simulazione, la quantificazione, la costruzione, la fabbricazione, la gestione, la manutenzione, il monitoraggio e il controllo. Le MI sono rappresentate come forme geometriche 3D connesse;

[❹] Dati Integrati (ID): informazioni interconnesse, altamente strutturate e granulari; che coprono più progetti, portafogli e programmi; derivati ​​da varie fonti di informazione, tra cui i modelli e tutti i tipi di Informazioni Strutturate sul progetto. Le ID sono rappresentate come sfere perfette di forme 3D interconnesse.

La classificazione di cui sopra è la nostra chiave per identificare i tipi di informazioni che risiedono all’interno (o possono risiedere all’interno) dei modelli 3D, e può quindi essere rappresentata dagli Usi del Modello (MU). Essa ci aiuta anche a identificare i tipi di informazioni che risiedono al di fuori del modello (ad esempio, l’immagine di un satellite, o di uno script CNC) e sono rappresentate dagli Usi delle Informazioni (UI) o dagli Usi dei dati (DU) collegati in modelli 3D.

Approfondiremo i rapporti critici tra MU, UI e la loro dipendenza in una prossima lezione. Per il resto di questa lezione, ci concentreremo esclusivamente sul tipo 3, le Informazioni Modellate, e come possono essere rappresentate dagli Usi del Modello nelle diverse classi e categorie.

Classificare gli Usi del Modello

E’ possibile definire decine o addirittura centinaia di Usi del Modello (MU) per rappresentare informazioni modellate o modellabili. Tuttavia, è importante definire il numero minimo realizzabile (non più, non meno) che consente il raggiungimento di due obiettivi, apparentemente contraddittori, precisione di rappresentazione e flessibilità di utilizzo.

Per quanto riguarda la precisione di rappresentazione, se il numero di Usi del Modello fosse troppo piccolo, allora la loro definizione sarebbe ampia, meno precisa e suddivisibile in sotto-Usi. Tuttavia, se il numero di Usi del Modello fosse troppo grande, le definizioni sarebbero strette, includendo attività/responsabilità ci sarebbe sovrapposizione e quindi confusione. Quello che ci serve è una ripartizione degli Usi del Modello, che sia ‘giusta’ per una comunicazione accurata ed un’applicazione efficace.

Per quanto riguarda la flessibilità di utilizzo, e per consentire l’applicazione degli Usi del Modello in contesti vari, le Definizioni degli Usi del Modello devono escludere i titoli non necessari che variano da un utente all’altro, e da un mercato all’altro. A tal fine, gli Usi del Modello sono definiti indipendentemente dalla loro utenza, industria, mercato, fase, priorità, e attività inerenti:

  1. Gli Usi del Modello sono definiti indipendentemente dalle fasi del ciclo di vita del Progetto e, quindi, possono essere applicati – a seconda della Capacità BIM dello stakeholder – in qualsiasi/tutte le fasi di un progetto;
  2. Gli usi del modello sono definiti indipendentemente dal modo in cui verranno applicati: ciò permette loro un uso coerente in materia di appalti di progetto, sviluppo delle capacità, implementazione organizzativa, valutazione dei progetti e apprendimento personale;
  3. Gli Usi del Modello sono definiti senza una priorità integrata: ciò permette la priorità di ogni MU impostata da parte degli stakeholder di ciascun progetto;
  4. Gli Usi del Modello non sono pre-assegnati a ruoli disciplinari: questo consente l’assegnazione di responsabilità per gli Usi del Modello basata sull’esperienza dei partecipanti al progetto e sulla loro capacità misurata.

Combinando i due obiettivi – precisione e flessibilità – e dopo aver individuato il punto di equilibrio tra loro, è stata sviluppata la Lista degli Usi del modello.

Nella prossima Lezione studieremo la Sezione III: Lista degli Usi del Modello.

Un particolare ringraziamento va a Bilal Succar, blogger BIM ThinkSpace che ci ha autorizzato alla traduzione e pubblicazione dei suoi post. Traduzione di Miriam Nissim e Lorenzo Nissim.