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Lezione 15 – Cominciare un progetto BIM collaborativo

Lezione 15 - Modulo 02

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Un progetto BIM collaborativo non è un semplice incarico. Questo è particolarmente vero se il progetto in questione è una grande struttura (un edificio che si sviluppa in altezza o un grande ospedale), se i partecipanti al progetto mancano della esperienza necessaria, oppure se i requisiti BIM non sono chiaramente definiti. Questa lezione discuterà i tre principali criteri per il consulente primario, il manager del progetto o il costruttore indipendente per considerare l’inizio di un processo basato sui modelli collaborativo.

INTRODUZIONE
Quando il team di progetto è impegnato nella consegna in collaborazione del prodotto/servizio BIM, in realtà è richiesto loro di coordinare i loro processi e di abbassare le loro barriere per lo scambio. Non è troppo difficile, esiste un obiettivo fornito dei seguenti criteri:
1. Gli obiettivi BIM sono chiaramente definiti dai clienti
2. La gran parte dei partecipanti al progetto ha un livello adeguato di competenza BIM, adatto ad incontrare gli obiettivi BIM definiti
3. C’è una volontà comune a collaborare e a comprendere chiaramente come scambiare le informazioni e i dati.

Se manca il primo criterio, è realistico aspettarsi che il progetto abbia bisogno di pazienza e compromessi. Tuttavia, se il cliente viene ben-informato sui prodotti finiti del BIM disponibili per lui/lei, e sui requisiti di ognuno di questi prodotti finiti, allora il sunto del progetto può essere chiaro e conciso. Di seguito vi è una mappa concettuale riassuntiva dei potenziali prodotti finiti BIM organizzati in accordo con le fasi del ciclo di vita del progetto. (Riferimento alla lezione 10):

 

Model-based-Deliverables---ItalianFig. 1. Un riassunto dei prodotti finiti basati sui modelli (Mappa concettuale compressa, clicca per espandere)

Per soddisfare il secondo criterio, le capacità BIM del fornitore di servizi devono concordare con gli obiettivi definiti dal cliente. Per esempio, se il cliente (proprietario) richiede la consegna di un modello di coordinate come-costruito per entrare nel sistema di mantenimento/gestione della struttura, allora il rilevante partecipante del progetto deve avere quella capacità. Se il cliente si aspetta che il modello venga usato per una realizzazione fuori sede (la predisposizione dei pannelli o la cura dell’acciaio), allora il partecipante rilevante del progetto deve essere capace di consegnare esattamente quello. Ogni scostamento tra le richieste del cliente BIM e le capacità BIM dei fornitori di servizi è una grave inefficienza – un costo non necessario affrontato dal cliente.

Anche quando gli obiettivi BIM sono ben definiti e i partecipanti del progetto sono individualmente competenti, il terzo criterio deve essere soddisfatto – flusso di lavoro e obiettivi comuni. Infatti, per un Progetto BIM di Larga Collaborazione (LCBP) che vuole cominciare con successo, il team di progetto deve essere volenteroso di comunicare, di condividere il rischio, di modificare i processi e di scambiarsi la conoscenza. Il team di progetto deve anche conoscere/imparare a lavorare insieme: cosa modellare (o non modellare), cosa scambiare (o non scambiare) e quando scambiarlo. Raggiungere una comprensione comune degli strumenti, dei processi e dei protocolli di modellazione/condivisione più efficienti è critico e non può essere ignorato. Questa comprensione comune può essere ad-hoc (problemi che vengono risolti nel momento in cui sorgono) o ben-pianificata, eseguita e monitorata. Non c’è bisogno di dire che l’approccio pianificato può essere infinitamente più efficiente della pratica ad-hoc specialmente se i flussi di lavoro della collaborazione sono chiaramente mappati, ragionevolmente comprensivi e ben-testati.

UN ESEMPIO DI FLUSSO DI LAVORO
Per fornire un esempio concreto di approccio strutturato, di seguito vi è un esempio di flusso di lavoro che rappresenta il primo “passaggio” verso l’inizio di un progetto BIM di larga collaborazione:

Collaborative-BIM-Project-Initiation-Workflow-v2.1-Italian Fig. 2. Progetto BIM collaborativo – Flusso di lavoro iniziale PASSAGGIO 1

Il flusso di lavoro rappresenta quello che uno sfruttatore del BIM potrebbe usare per iniziare uno sforzo di collaborazione basato sui modelli. Il flusso di lavoro è suddiviso in tre fasce e include un gruppo di eventi, attività, dati di oggetti/immagazzinamento e passaggi che descrivono una progressione logica per chiarificare gli obiettivi del cliente, stabilire le competenze BIM e definire gli obiettivi e i flussi di lavoro comuni. Mentre le attività (rettangoli arrotondati) descrivono le principali operazioni che ci si aspetta dal team in collaborazione, gli oggetti dati collegati a queste attività tengono un esteso gruppo di informazioni che sono requisiti (oggetti input) o prodotti finiti (oggetti output). Questi oggetti dati possono prendere la forma di guide, manuali, liste di controllo o qualunque altro tipo di informazione strutturata che aiuta la condivisione di conoscenza e lo scambio di dati.

I flussi di lavoro come quello rappresentato sopra variano in accordo all’organizzazione, ai contratti e alle condizioni del mercato specifico. Tuttavia, possono essere strumentalizzati – anche se generici e incompleti – per chiarificare gli obiettivi, identificare i passaggi incrementali e, più generalmente, aumentare l’efficienza del progetto BIM collaborativo nella sua prima e più critica fase.

RIASSUMENDO
Quando il team di progetto si impegna in un progetto collaborativo basato sui modelli, è importante tenere in mente i seguenti principi fondamentali:
• La pianificazione è importante per completare con successo qualsiasi progetto di costruzione. È ovvio che la dettagliata pianificazione anticipata è critica per i Progetti BIM di Larga Collaborazione (LCBP).
• LCBP sono, per definizione, lavori complessi. Questa complessità deve essere ridotta significativamente per poter massimizzare i benefici del BIM.
• Un modo eccellente di ridurre la complessità è attraverso diagrammi semplificati, mappe concettuali e flussi di lavoro visivi. L’utilizzo di una lingua strutturata (come il BPMN) ha i suoi vantaggi; tuttavia, ogni tipo di chiara rappresentazione grafica andrà bene.

Infine, l’inizio dei progetti BIM di larga collaborazione può richiedere uno sforzo eccessivo con l’assenza di chiarezza di scopo, competenza dei partecipanti e conoscenze concordate. Chiarificare gli obiettivi del cliente il prima possibile, valutare/concordare le competenze BIM dei partecipanti del progetto e sviluppare/utilizzare chiari piani di flusso di lavoro potrebbe ridurre significativamente la complessità del progetto ed aumentarne l’efficienza.

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Un particolare ringraziamento va a Bilal Succar, blogger BIM ThinkSpace che ci ha autorizzato alla traduzione e pubblicazione dei suoi post. Traduzione di Miriam Nissim e Lorenzo Nissim.