Lezione 11 – La differenza tra capacità BIM e maturità BIM

Lezione 11 – La differenza tra capacità BIM e maturità BIM

Lezione 11 - Modulo 02

726
0
SHARE

La storia

Cominciamo con una breve storia riguardante due organizzazioni AEC che – una volta – decisero di adottare il BIM. Entrambe le organizzazioni erano imprese di medie dimensioni, operanti nello stesso mercato e aventi lo stesso mix di discipline. Entrambe erano capaci di prendere il comando di grandi progetti di design e costruzione del valore di 200€ nel settore ospedaliero. Ma qui finivano le somiglianze tra le due.

L’organizzazione gialla decise di investire molte energie e soldi nell’acquisto di software basati su oggetti parametrici. Questa decisione avvenne dopo che una parte dello staff, entusiasta e di approccio tecnologico, ebbe successo nel convincere la gestione aziendale nel provare il BIM. Questi “campioni”, in seguito, organizzarono e si sottoposero all’addestramento necessario come raccomandato dal loro venditore di software BIM e aiutarono la loro comprensione analizzando infiniti forum online. Dopo una manciata di mesi, alcune battute di arresto e un paio di progetti piloti di successo, questo gruppo di persone – ora considerate supereroi da alcuni loro coetanei, pazzi da altri – fu pronto per implementare quello che avevano imparato in tutta l’organizzazione. Nuovi componenti BIM vennero generati e nuovi standard/processi cominciarono a spingere lentamente fuori dalle pratiche CAD esistenti. La gestione, ora eccitata per le possibilità commerciali dei nuovi prodotti, istruì il suo personale di mercato per iniettare l’immagine e le etichette del BIM nel sito della corporazione gialla e per cominciare a informare i potenziali clienti riguardo alle nuove capacità.

L’organizzazione Blu investì molto tempo ed energie nel ricercare, sviluppare e implementare gradualmente una strategia BIM generale, piani di addestramento su misura, standard di modellazione e protocolli di flusso di lavoro. Venne cercato aiuto interno ed esterno per comunicare e addestrare tanto quanto educare lo staff riguardo alle tecnologie e ai processi BIM. Il team di gestione, dopo aver condotto gli sforzi di implementazione sin dal primo giorno, ebbe successo nell’avere tutto lo staff entusiasta e impegnato nello sviluppo di prodotti e processi BIM. Loro condussero continuamente assestamenti interni per assicurare che la loro produttività BIM fosse sufficientemente stabile e per consegnare in modo prevedibile e uniforme i modelli e disegni ad alta qualità. Convinti che il BIM fosse l’unico metodo efficiente per realizzare i servizi, autorizzarono al personale di mercato l’inserimento delle immagini e delle etichette del BIM nel sito web della corporazione dei Blu e l’informazione per i potenziali clienti riguardo le loro nuove capacità.

Fine della breve storia…

Ora, dal punto di vista di uno spettatore (per esempio un cliente) entrambe le organizzazioni appaiono equamente qualificate, entrambi capaci allo stesso modo di conseguire le promesse del BIM… Ma loro non sono qualificate equamente – anzi. Queste due organizzazioni dimostrano un problema significante nell’identificare la differenza tra le capacità del BIM – L’abilità di generare prodotti e servizi BIM, e la maturità BIM – l’estensione, la profondità, la qualità, la prevedibilità e la reperibilità di questi prodotti e servizi BIM.

Andiamo a riguardare le organizzazioni qui sotto usando due lenti diverse:

t1_11

Tabella 1. Confronto tra le organizzazioni usando una lente sulle capacità BIM

t2_11

Tabella 2. Confronto tra le organizzazioni facendo uso di una lente per la maturità BIM

 La capacità quindi è una nozione differente dalla maturità… Dilungheremo ancora un po’ e rapidamente su questo concetto ridiscutendo le Capacità BIM prima di gettarci direttamente sul più intricato argomento della Maturità BIM.

Capacità BIM

Un promemoria: come esplorato nella lezione 9, abbiamo bisogno di tre Fasi di “capacità” per passare dallo stato di pre-BIM a CPI (Consegna di Progeti Integrati). Queste Fasi rappresentano cambiamenti rivoluzionari (in opposizione ai cambiamenti evolutivi) e sono caratterizzate dal raggiungimento di una pietra miliare o di una minima competenza. Per esempio, un’organizzazione si ritiene aver raggiunto la Fase 1 di capacità BIM giudicando la sua relativa facilità di impiego di software basati sugli oggetti. La Fase 2 delle capacità BIM è raggiunta quando un’organizzazione si impegna in collaborazioni multi disciplinari basate sui modelli. Infine, la Fase 3 delle capacità BIM è raggiunta quando un’organizzazione si impegna nell’integrazione tra modelli interdisciplinari basati sui network. In pratica, le tre Fasi BIM sono utili ad identificare le abilità minime delle organizzazioni e dei team di progetto ma non sono utili per analizzare o confrontare quanto vadano bene i loro modelli, le collaborazioni o l’integrazione dei loro prodotti finali.

Le organizzazioni che non sono a conoscenza della progressione delle capacità descritta in precedenza di solito si riferiscono a loro stesse come BIM-capaci non appena sviluppano qualche copia di architetture ArchiCAD, Tekla o Bentley. Quindi come possono gli individui, i gruppi di aziende, le aziende e i team di progetto giudicare le proprie performance o quelle dei loro potenziali partner o avversari? Come possono i clienti filtrare la realtà BIM dalla confusione BIM? Loro hanno bisogno – come tutti noi – di qualche tipo di “strumento” da poter applicare per definire, misurare e si spera migliorare queste capacità BIM.

Maturità BIM

Il concetto di maturità non è nuovo ed è esistito per qualche tempo in molte altre industrie ma la rappresentazione più potente di questo concetto giunge dall’industria di software di “Capability Maturity Model”. CMM è in realtà un “quadro di miglioramento dei processi” inteso originariamente come strumento per valutare le capacità degli appaltatori del governo di realizzare un progetto software. Venne sviluppato alla fine degli anni ’80 per l’interesse del dipartimento di difesa degli Stati Uniti. Il suo successore, il più completo “Capability Maturity Model” (CMMI), continua ad essere sviluppato ed esteso dall’istituto di Software di Ingegneria, dell’università Carnagie Mellon.

Il CMM identifica un set di livelli di processi di miglioramento standardizzati (o livelli di maturità) che permettono a chi li applica di ottenere benefici significativi sugli affari. Le ricerche nel CMM hanno già identificato la correlazione tra il processo di Maturità e le performance nel campo degli affari. L’uso di modelli di maturità è pensato per portare ad aumentare la produttività e il ROI (Return On Investment) così come a ridurre i costi e i difetti di dopo-consegna. (5 e 6)

Il CMM “originale” è specifico per l’industria dei software e non è applicabile alle costruzioni in quanto non ha questioni indirizzate relative alla catena di approvvigionamento e i livelli di maturità non valgono per le differenti fasi del ciclo di vita del progetto. Anche se ce ne sono alcuni che si concentrano sull’industria delle costruzioni, non ci sono modelli comprensivi che possono essere applicati al BIM e alle sue Fasi di implementazione, agli operatori, prodotti finali o ai suoi effetti sulle fasi del ciclo di vita del progetto.

Per ora ci fermiamo qui… nelle prossime lezioni BIM, discuteremo i Modelli di Maturità attualmente disponibili e applicabili (inclusi quelli del NBIMS) e in seguito un nuovo Indice di Maturità BIM che potrebbe essere interessante…

Vai alla prossima lezione

Un particolare ringraziamento va a Bilal Succar, blogger BIM ThinkSpace che ci ha autorizzato alla traduzione e pubblicazione dei suoi post. Traduzione di Miriam Nissim e Lorenzo Nissim.