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Il ruolo delle imprese artigiane edili nella rivoluzione del BIM

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Autori: Anna Moreno – Presidente IBIMI, Liliana Bonfiglio – delegata alla Formazione IBIMI

Il settore delle costruzioni sta attraversando un importante momento di transizione, una vera e propria “rivoluzione”, resa possibile in questo particolare momento storico grazie all’evoluzione del modo digitale, le cui applicazioni interessano tutti i settori della nostra quotidianità e dell’economia.

Il BIM, che sta per Building Information Modelling, va inteso come una nuova metodologia di progettazione, realizzazione, gestione e manutenzione di un’opera edile, in cui tutte le figure coinvolte nel processo, hanno accesso a informazioni digitali ben strutturate, lungo tutto il ciclo di vita.

Proveremo a spiegare in questo articolo i principali motivi per cui chi opera nel settore edile, incluse le piccole e medie imprese, non può ignorare questo argomento, rimandando, per approfondimenti, a materiale informativo disponibile sul sito IBIMI, Istituto per il BIM in Italia (www.ibimi.it).

Cosa significa avere accesso ad informazioni digitali ben strutturate e quali vantaggi ne possono derivare per i piccoli imprenditori e professionisti del settore edile? Perché è di fondamentale importanza, per le piccole e medie imprese del settore della costruzioni, ancor più che per le grandi realtà, interessarsi al BIM e implementarlo da subito?

Il BIM non è una ‘moda’ che poi passerà.
È un modo più moderno di lavorare, una nuova concezione del processo edilizio che procede di pari passo con le innovazioni del nostro tempo, le integra al suo interno e migliora le performance di chi lo utilizza.

Quando arrivarono i primi cellulari qualcuno pensò fosse una moda, ma ora tutti ne hanno almeno uno che assume sempre più funzioni (sveglia, macchina fotografica, telecamera, navigatore, bussola, centro di prenotazione treni, bus, cinema, teatro, ecc.) le funzioni aumentano di giorno in giorno grazie alla moltiplicazione di APPs. Grazie a loro possiamo, per esempio, prenotare e pagare un parcheggio, fare operazioni in borsa, scoprire se un prodotto al supermercato ha allergeni e così via.
Neppure il BIM è una moda, ma il risultato della normale evoluzione del mercato edile. E anche il BIM continuerà ad arricchirsi di nuove funzioni. Si parla, infatti, degli “usi del BIM”, dove il modello tridimensionale dell’edifico diventa il luogo dove conservare, gestire e archiviare informazioni raccolte durante tutto il ciclo di vita di un edificio.     
Informazioni dalle diverse utilità, come per l’ottimizzare della logistica di cantiere riducendo il numero degli incidenti, pianificare la manutenzione per ridurne tempi e costi degli interventi, progettare servizi di automazione per migliorare il comfort dei locali, preparare tempestivamente dei piani di evacuazione in caso di disastri e così via.

Il BIM è una realtà che non può essere ignorata da chi opera nel settore edile.

La Legge 50/2016, infatti, prevede che le pubbliche amministrazioni richiedano il BIM in fase di progettazione a partire dal gennaio 2019 per importi oltre i cento milioni di euro per poi arrivare ad una completa implementazione entro il 2025.
Tale requisito si estende a tutta la catena di fornitura. Include operai, tecnici edili e impiantisti che operano in cantiere. Include anche coloro che saranno chiamati a fare la manutenzione, a distanza di tempo, quando l’edificio sarà in funzione.
Come può il BIM interessare tecnici, impiantisti, manutentori?  La possibilità di accedere, tramite palmare, a tutte le informazioni riguardanti un elemento qualsiasi di un edifico permette di ridurre i tempi degli interventi e quindi avere tempo per acquisire nuove commesse, ridurre il margine di errore o il carico lavorativo.

Approfondimento: A questo link trovate il filmato della ricostruzione del museo di Pietrarsa dove è possibile visualizzare le schede tecniche degli oggetti BIM contenuti nel modello.

La digitalizzazione non è solo un disegno tridimensionale

Erroneamente si confonde il BIM con l’uso di un software per realizzare disegni tridimensionali. Il BIM, come si è detto, consiste soprattutto nella gestione più efficace delle informazioni di un edificio. Tale gestione è assicurata da un modello virtuale dell’edificio reale, dove ciascun elemento non ha solo informazioni di tipo geometrico, ma anche tutta una serie di informazioni tecniche, utili in fase di installazione e manutenzione. Tale elemento, nel mondo virtuale, viene chiamato “oggetto BIM”.

Gli oggetti BIM generici si trovano anche nelle librerie dei software BIM, ma per fare in modo che corrispondano a elementi reali (la porta, la finestra, la caldaia, ecc. di quella specifica opera edile) con i corrispondenti codici di prodotto seriale, certificati di garanzia e libretti di manutenzione bisogna richiederli al fornitore del  prodotto o bisogna che siano inseriti dall’installatore. Gli oggetti BIM contengono tutta una serie d’informazioni che possono essere visualizzate con semplici click del mouse o con un battere di dita sul proprio tablet, a patto che qualcuno le abbia fornite nel formato giusto e al momento della prima installazione. Ecco quindi il ruolo fondamentale dei tecnici “nel processo edilizio BIM”, i quali dovranno fornire tutte quelle informazioni utili a chi dovrà poi gestire la manutenzione durante l’intera vita utile dell’edificio che, come sappiamo, dura decenni se non secoli.

Approfondimento: Nel cartoon che trovate a questo link, è possibile vedere come si sviluppa il modello BIM di una scuola e come, le informazioni in esso contenute, possono facilitare la manutenzione. Il cartoon è stato realizzato da buildingSMART International, capitolo norvegese che ne ha concesso l’uso e la traduzione ad IBIMI.

Il BIM al di fuori delle grandi imprese

Ben sappiamo che in Italia la maggioranza delle imprese sono piccole o anche micro e questo è soprattutto vero per gli installatori. In ogni caso, anche le grandi imprese, al momento della realizzazione, spesso subappaltano ad imprese di dimensioni più piccole e, se le imprese appaltanti operano in BIM anche le ditte appaltatrici dovranno operare in BIM.

Le gare di appalto della pubblica amministrazione sono oramai accessibili anche alle aziende estere e con l’introduzione dell’obbligatorietà dell’uso del BIM aumentano le possibilità che le gare importanti, (ad esempio per la costruzione di ospedali, aeroporti, ecc.) siano aggiudicate a ditte non italiane, solo per il fatto che già da tempo operano in BIM e sono in grado di dimostrarlo.

Anche in questo caso, le ditte di progettazione e costruzione straniere avranno comunque bisogno di personale tecnico in loco e chi saprà già lavorare in BIM sarà sicuramente avvantaggiato.

In questo articolo, ci preme sottolineare l’importanza e l’urgenza che riveste l’aggiornamento professionale di chi opera nel settore edile, per evitarne l’uscita dal mercato.

Approfondimento: A questo link trovate un articolo pubblicato sul “Binomio possibile” tra medie, piccole e piccolissime imprese e il BIM.

I vantaggi per le imprese artigiane

A fronte di un investimento che è essenzialmente relativo al tempo della propria formazione, l’artigiano BIM avrà dei vantaggi inequivocabili e irrinunciabili.
Gli sarà per esempio semplice monitorare l’obsolescenza dei materiali e potrà  programmare meglio la manutenzione oppure sarà possibile rilevare, un malfunzionamento della caldaia direttamente sul proprio tablet, senza recarsi sul posto. Potrà risparmiare tempo  in fase di intervento, potendo visualizzare il libretto di manutenzione in tempo reale, e magari avendo già portato con se i pezzi di ricambio.

Altre applicazioni, permettono di velocizzare il flusso delle informazioni rendendole disponibili nel momento in cui servono. Per esempio permettendo di “leggere”, anche con un cellulare, i codici a barra o altri sistemi d’identificazione collegati direttamente alla scheda tecnica dell’elemento, senza dover cercare i numeri seriali in etichette, spesso usurate o difficilmente accessibili.

In fase di progettazione, ad esempio l’impresa installatrice può, attraverso la visualizzazione del modello BIM, fornire indicazioni al progettista utili per agevolare la futura manutenzione ordinaria.  Se ad esempio l’installatore sa che una valvola o un filtro va ripulito spesso, si accerterà che tale elemento sia facilmente accessibile e che l’intervento sia “sicuro” per il lavoratore che interverrà.

Le ricadute dell’utilizzo del BIM, si avranno anche sui clienti che riceveranno un servizio tempestivo, di qualità e magari ad un costo contenuto.

Approfondimento: A questo link trovate il sunto della giornata di presentazione che IBIMI ha fatto a funzionari di RFI per spiegare quanto sia importante per le stazioni appaltanti, utilizzare il BIM per gestire il proprio patrimonio e non solo per progettare.

Il BIM avrà successo se lo utilizzano tutti

Il BIM interviene in tutte le fasi del processo edilizio, ovvero nella progettazione, realizzazione e gestione delle opere edili e infrastrutturali, rendendo i processi di lavoro più razionali ed efficienti, con conseguente ottimizzazione dei tempi e maggior controllo dei costi.
Il BIM, pertanto, raggiunge la sua massima efficacia quando tutti gli attori del processo edilizi, e non solo i progettisti, lo utilizzano.

ENEA è titolare del progetto europeo net-UBIEP che intende identificare per ogni attore della filiera edile le competenze che deve possedere per trarre i massimi vantaggi dal BIM. Chi fosse interessato può registrarsi sul sito al seguente link: www.net-ubiep.eu/it/registrazione.

La collaborazione e l’interazione efficace fra architetti, ingegneri, produttori, tecnici, installatori durante le diverse fasi della realizzazione e gestione dell’edificio, contribuiranno a migliorare le prestazioni, ridurre  i rischi e i costi per i clienti. .

Poiché l’interazione fra i vari soggetti prevede l’utilizzo di strumenti digitali, è importante che essi utilizzino un linguaggio interoperabile con i maggiori software “open BIM” di progettazione e gestione in commercio.

L’“open BIM”, basato su standard e flussi di lavoro aperti, permette a tutti gli attori del processo BIM di poter accedere, ciascuno con il proprio software BIM, alle informazioni contenute nel modello. L’open BIM non produce  disegni “proprietari” che obbligano all’utilizzo esclusivo di determinati software, piuttosto assicura che le informazioni siano leggibili non solo da qualsiasi software open BIM ma che siano anche archiviabili e leggibili da qualsiasi software nel futuro.
I software open BIM utilizzano un particolare formato standard di dati, l’IFC Industry Foundation Classes, aperto, non controllato dai singoli produttori. Grazie all’impiego dell’IFC le varie figure coinvolte nel processo edilizio, possono facilmente scambiare informazioni, pur utilizzando software diversi.

Sul mercato esistono anche dei lettori gratuiti di modelli BIM, utilizzabili da chiunque, cosicché anche i tecnici o lo stesso committente possono visualizzare il modello senza dover acquistare il software.

In questo ambito, BuildingSMART ha sviluppato la certificazione OpenBIM, per i produttori di software.

Chiarito che il BIM interessa tutti gli operatori che intervengono nel processo edilizio e che non è sempre necessario acquistare un software specifico per far parte della filiera del BIM, è altrettanto importante sottolineare che tutti gli utilizzatori del BIM, inclusi i piccoli artigiani, operando in un ambiente di lavoro comune, dovranno necessariamente condividere lo stesso linguaggio, comunicare con un codice aperto ed interoperabile, l’OpenBIM, ed usare una  terminologia comune e condivisa, oltre che saper utilizzare/interpretare i modelli BIM.

L’aggiornamento degli operatori è dunque la chiave per sfruttare al meglio le potenzialità di crescita che l’evoluzione digitale sta offrendo al settore delle costruzioni.

Nuove professioni o nuove competenze?

Trattandosi di una nuova modalità di veicolare e gestire informazioni, nel BIM convergono diverse professionalità, con background e competenze diverse, non esclusivamente tipiche del settore delle costruzioni, ma anche di tipo gestionale (project management), informatico (gestione dei dati, progettazione informatica, ecc) e design (grafic design).

Pertanto chi, come progettisti, installatori, manutentori, già opera nel settore dovrà acquisire un nuovo approccio metodologico e nuove competenze, cioè dovrà svolgere il proprio lavoro con nuove “abilità, che sono poi quelle digitali.

Il BIM sta stimolando anche la nascita di nuove professioni, anche queste d’interesse per le imprese artigiane, come ad esempio i tecnici per il rilievo dell’esistente attraverso tecnologie laser scanner, droni, fotogrammetria, ecc. Questi rilievi generano la cosiddetta nuvola dei punti che permette di costruire il modello tridimensionale di un edificio esistente con una precisione di pochi millimetri.

E se per un giovane può esser più naturale pensare in BIM e utilizzare i suoi strumenti, per chi è meno giovane e detiene un bagaglio di conoscenze e competenze più ricco diventa fondamentale cogliere le opportunità offerte dal BIM di migliorare la qualità e la capacità produttiva della propria azienda, per conservare le proprie competenze e non restare fuori dal mercato, raggiungendo addirittura i nuovi mercati internazionali.

Approfondimento: Per avere un esempio di elaborazione di una nuvola di punti si suggerisce la visione del filmato che trovate a questo link.

Approfondimento: A questo link, un’ introduzione alle figure professionali in ambito BIM.

Il BIM oltre la progettazione

Il BIM non è strumentale, dunque, solo per la progettazione di nuovi edifici ma anche per la digitalizzazione dell’esistente, e questo mercato in Italia è sicuramente molto più ampio ed interessante di quello delle nuove costruzioni.

Una volta ottenuta la nuvola dei punti c’è da sviluppare il modello architettonico. Anche questa attività può coinvolgere le piccole imprese di progettazione per sviluppare il modello 3D sul quale il progettista può, ad esempio, simulare una ristrutturazione per un consolidamento sismico o anche per migliorare la performance energetica.

Approfondimento: A questo link, è possibile visualizzare un esempio di rilievo con drone, laser scanner e fotogrammetria che produce un modello perfettamente sovrapponibile con i disegni 2D esistenti.

La formazione dei tecnici BIM

Che si tratti di nuove professioni oppure di nuove competenze è comunque necessario che tutti abbiamo la stessa conoscenza di base, trasversale a tutte le figure della filiera edile.

Il primo obiettivo della formazione dei tecnici BIM sarà pertanto apprendere tutto il processo di sviluppo di un modello BIM completo delle informazioni necessarie per la gestione, la manutenzione e l’eventuale dismissione di un edificio o di qualsiasi sua parte. Conoscere il processo e il ruolo dei diversi attori è importante per potersi interfacciare con loro nelle diverse fasi e scambiare le informazioni giuste al momento giusto. Per esempio, in fase di progettazione preliminare il tecnico, accedendo al modello BIM, si potrà controllare se è stato adeguatamente considerato l’ingombro necessario per il montaggio come anche il tecnico potrà controllare l’accessibilità per la manutenzione in fase di progettazione esecutiva, e che sia stata correttamente pianificata l’installazione di un determinato impianto. In fase di costruzione dovrà fornire tutte le informazioni da inserire nel modello BIM per una corretta gestione dell’impianto. Infine, ad ogni manutenzione dovrà accertarsi che il modello BIM in possesso del proprietario sia aggiornato.
L’offerta formativa sul BIM sta crescendo a ritmi vorticosi, pilotata principalmente dalle software house più importanti del settore, eppure risulta ancora poco strutturata e carente nei suoi aspetti generali.

Sul mercato si trovano numerosi corsi sull’utilizzo di software BIM nella varie sue specializzazioni (architettonica, strutturale, impiantistica, ambientale).

IBIMI, Istituto per il BIM Italia, ha messo a punto un corso base per i professionisti del BIM, che può essere seguito da chiunque e che non richiede l’uso di alcun software. Tale corso, allineato con i requisiti stabiliti a livello internazionale dall’associazione no-profit buildingSMART International (bSI), permette di sostenere un esame per la certificazione individuale valida in tutto il mondo. Tale certificazione permetterebbe pertanto di essere “selezionati” nel caso di appalti nazionali/internazionali.

I principali insegnamenti del corso, così come previsto da bSI sono:

  • Cos’è il BIM e perché è utile conoscerne la terminologia
  • Vantaggi del BIM rispetto ai metodi tradizionali
  • Ciclo di vita delle informazioni del progetto
  • Valore aggiunto dell’utilizzo di soluzioni aperte per garantire l’interoperabilità
  • Collaborare all’interno del Common Data Environment
  • Legislazione nazionale per la digitalizzazione del settore edilizio
  • Gli indicatori considerati importanti ai fini di:
    • Piano d’azione per l’energia sostenibile (SEAP) o Piano d’azione per l’energia e il clima sostenibili (SECAP)
    • Catasto degli impianti termici
    • Catasto certificazione energetica
    • Prodotti verdi comprensivi di vettori energetici obbligatori in base agli appalti pubblici verdi

Nel corso sarà anche possibile imparare a visualizzare il modello BIM dell’edificio per recuperare le informazioni tecniche di tutti gli impianti in esso contenuto.

IBIMI, in qualità di associazione a carattere professionale senza scopo di lucro, con il fine di valorizzare le competenze degli operatori BIM e la trasparenza del mercato dei servizi professionali e di tutelare i consumatori, prevede la possibilità di richiedere l’attestazione di qualità e qualificazione professionale dei servizi  ai sensi degli articoli 7 e 8 della legge 4/2013.

Approfondimento:A questo link è possibile trovare approfondimenti sulle attestazioni legge 4/2013 in ambito BIM.