Il BIM e la riqualificazione di edifici esistenti: DIGITAL&BIM Bologna 2017

Il BIM e la riqualificazione di edifici esistenti: DIGITAL&BIM Bologna 2017

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Il 19 ottobre, nell’ambito della conferenza internazionale del DIGITAL&BIM Italia a Bologna, sono stati premiati i 20 vincitori del BIM&DIGITAL Award 2017. Tra i progetti vincitori nella categoria “Edifici Pubblici” è stato selezionato il “Progetto esecutivo per i Lavori di ristrutturazione edilizia e ampliamento dell’istituto Bon Bozzolla – Farra di Soligo (TV)” per “avere utilizzato le tecnologie digitali per rispondere a sfide di progetto particolarmente complesse sotto il profilo prestazionale e geometrico”.

Il Bon Bozzolla è un’Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficienza (IPAB), situata a Farra di Soligo (TV), che offre servizi socio-assistenziali accogliendo presone non autosufficienti. Il progetto di recupero della RSA ha previsto l’esecuzione di opere di ristrutturazione ed ampliamento per un importo di € 10.950.000,00 distinte in più fasi operative, al fine di garantire la continuità del servizio di assistenza durante i lavori.

Nel dettaglio, i livelli prestazionali richiesti nel progetto sono stati raggiunti utilizzando tecnologie innovative per ogni disciplina coinvolta: un soffitto radiante per la climatizzazione invernale ed estiva, accoppiato ad un impianto di ventilazione con recuperatore di calore; un sistema di illuminazione dinamico per gli spazi comuni, capace di simulare artificialmente l’andamento illuminotecnico della luce naturale, andando a regolarizzare il ciclo circadiano dei pazienti; l’utilizzo di criteri ambientali minimi; l’umanizzazione degli ambienti per il miglioramento dell’orientamento interno; un giardino terapeutico ricavato nella corte interna dell’edificio per la stimolazione sensoriale nei soggetti non autosufficienti.

Il gruppo di progettazione per la redazione del progetto esecutivo è stato costituito da un organico eterogeneo rappresentato da più soggetti operanti in diverse società: Welltech srl per la progettazione architettonica, ing. Michele Titton e ing. Carlo Titton (ITS Engineering) coinvolti nella progettazione strutturale, ing. Andrea Ferrara e ing. Eva Feligioni (MUSA Progetti) per la progettazione impiantistica ed il coordinamento dell’attività BIM.

Gli aspetti più complessi nella gestione della progettazione sono ascrivibili a due macro-categorie principali: la complessità geometrica della struttura con gli esigui spessori dei controsoffitti rispetto alla mole di impianti in essa ospitati ed il tempo necessario all’espletamento della commessa stimato in 30 giorni dalla stipula del contratto. Inoltre, il gruppo di progettazione è stato composto da tre società distinte e geograficamente distanti, che, ognuna per la propria disciplina di competenza, hanno avuto la necessità di operare in maniera sincrona nello sviluppo dei dati di progetto. Gli obiettivi sopra esposti sono stati ottemperati mediante l’adozione di metodi di progettazione BIM con approccio OpenBIM e sistemi di condivisioni dei file in Cloud per l’aggiornamento in tempo reale dei modelli di progetto. L’approccio OpenBIM, con codifica di condivisione IFC 2×3, si è reso indispensabile per via dell’eterogeneità del gruppo di progettazione: ognuno dei soggetti coinvolti ha operato usufruendo dei propri software BIM con formati nativi distinti e proprietari. Per lo sviluppo della dimensione BIM3D, sono stati generati modelli federati, ospitati in ambiente Cloud, da cui, attraverso distinti modelli locali, sono state costruite digitalmente le architetture di progetto, le strutture ed i sistemi impiantistici.

La modellazione sincrona e le settimanali verifiche di incoerenza ed inconsistenza tra modelli hanno permesso di ottimizzare tutta la progettazione. Per il limitato tempo disponibile all’esecuzione della commessa, al fine di evitare ridondati attività di “re-modelling” delle informazioni di progetto, lo sviluppo in progetto delle dimensioni BIM4D – BIM5D – BIM7D è stato eseguito sulla base dei modelli realizzati e delle codifiche di scambio IFC. In questo modo, le analisi in ambito termotecnico, energetico e strutturale sono state eseguite inviando il modello IFC verso software terze parti, rispondenti alla normativa italiana. Anche la fase di elaborazione di computo metrico, cronoprogramma e piani di manutenzione è stata ulteriormente agevolata dalla codifica IFC. Caricando i diversi modelli sul software BIM STR Vision CPM, sono state associate le quantità di progetto alla rispettive voci di prezzario e analisi, a seguito di una preliminare strutturazione della WBS.

La Stazione Appaltante è stata considerata durante tutte le fasi della commessa un soggetto attivo al pari dei progettisti, verificando a scadenze regolari l’evoluzione dei modelli. Al fine di ottimizzare la performance energetica dell’involucro edilizio la modellazione architettonica è stata eseguita sulla base di verifiche stratigrafiche condotte in sincrono sul modello. La progettazione illuminotecnica è stata eseguita sulla base di opportune analisi sul modello architettonico nativo, mediante il software ElumTools, garantendo la corretta distribuzione di illuminamento richiesta da normativa. Il modello strutturale, realizzato su sw AllPlan e condiviso in IFC nel modello centrale federato, è stato verificato sull’applicativo Sismicad da cui sono estratti gli elaborati da normativa. I risultati della progettazione sono stati verificati e validati da un soggetto esterno alla SA, il quale ha eseguito opportune verifiche sui modelli (Clash Detection e Code Checking).

Tra gli aspetti maggiormente rilevanti sulla sostenibilità del progetto, merita una doverosa puntualizzazione l’importanza dell’impatto economico del costruito e la capacità di simulare le performance energetiche attese. I diversi sistemi impiantistici divengono specifici modelli strutturati in grado di dialogare con il resto del costruito. Le clash detection in fase di modellazione hanno consentito di ottimizzare le reti di distribuzione adattandone i percorsi in funzione delle strutture e delle opere edili. La capacità della specifica IFC 2×3 di trasportare senza ridondanze il contenuto fisico-geometrico dei modelli eseguiti ha permesso di verificarne la validità termo-tecnica senza necessità di ricorrere ad una nuova modellazione su software destinatario. Poiché gli strumenti di progettazione BIM consentono una modellazione assistita delle singole parti di un sistema, definite preliminarmente le preferenze di instradamento per ogni rete di distribuzione impiantistica, è stato possibile ottenere l’esatta quantità dei pezzi speciali in opera. Tutto ciò, unito alla possibilità di quantificare economicamente ogni parte del modello, ha spinto il costo dell’opera finita verso valori economici irrimediabilmente prossimi al dato reale.

Articolo a cura dell’ing. Andrea Ferrara

 

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