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Cosa significa blockchain per la costruzione?

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a cura di Danilo Camerini
Randall Newton è editore collaboratore di diversi e-zine in ambito tecnico del mondo AEC e managing director di Consilia Vektor. In questo articolo apparso su AECMAGAZINE del 23 novembre che vi segnaliamo, l’autore con l’ausilio dell’opinione di esperti del settore, supera l’hype costituito dalla blockchain ed esplora l’impatto che la tecnologia del database distribuito potrebbe avere sul BIM, sui contratti e persino sulle persone.
Oltre ad un’introduzione chiara ed efficace sul “cosa sia” la blockchain affronta il tema della fragilità della fiducia propria del mondo delle costruzioni, riportando il pensiero di Malachy Mathews, docente di architettura al Dublin Institute of Technology (che mi pregio di conoscere personalmente) secondo il quale Il settore “non è impostato per gestire relazioni di fiducia” tra gli appaltatori e i loro partner della supply chain, anche se di questa entrambi ne hanno profondamente necessità.
Il rapporto BIM e Blockchain appare, secondo l’autore, ancora tutto da definire (“Blockchain for AEC is neither pie-in-the sky or pie-on-my-plate at this moment”) e giudicando dal tempo che ha impiegato il BIM ad essere adottato da oltre il 50% delle aziende del settore – egli afferma – la blockchain deve ancora attendere parecchio tempo prima di essere adottata come pratica di fiducia.
Io ritengo però che un’accelerazione del processo di adozione, almeno nel nostro Paese, possa essere rappresentata dall’elezione di processi virtuosi di generazione del dato digitale. Non può essere certo la blockchain da sola a risolvere i problemi di fiducia, ma l’azione combinata di informazioni create second standard, validate secondo normativa vigente come i documenti firmati digitalmente o mantenuti in registri terzi (conservazione digitale) concatenati con accadimenti della vita reale del costruito (rilevati da dispositivi IoT dotati di certificati, posti in dialogo diretto con la blockchain), possano rendere la concatenazione di informazioni contenute nel registro più veritiera ed opponibile a terzi in caso di giudizio, rimodulando così la fiducia su nuovi parametri di consenso digitale, con un enorme beneficio sulle controversie tra le parti, sulla tutela dei diritti di proprietà intellettuale e sull’immediata attribuzione di responsabilità, in caso di necessità.