Collaborazione e coordinamento: che differenza fa?

Collaborazione e coordinamento: che differenza fa?

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Proseguendo la trattazione inerente la BIModellazione ed in particolare di quella riguardante i nuovi progetti, e dopo aver apprezzato il contributo intellettuale della curva di McLeamy, abbiamo il dovere di fare alcune riflessioni sul significato delle parole “collaborazione” e “coordinamento”.

Breve storia degli scambi di documentazione di progetto

Partiamo dal contesto che rende oggi non più giustificabile la frammentazione dell’industria in generale ma ancor di più tra i professionisti della progettazione.

Arriviamoci da un esempio: non tanto tempo fa, se dovevo comunicare qualcosa ad un mio amico, dovevo scrivere una lettera, aspettare che questa venisse consegnata, aspettare una risposta. Ora più si trovava lontano il mio amico, più il tempo per avere una risposta era lungo, magari anche un mese, e intanto restavo con il dubbio: la lettera sarà arrivata o si è persa? Il mio amico mi ha scritto una risposta o è successo qualcosa? Ecc.. Poi arrivò il telegrafo, con il quale potevo comunicare direttamente con l’altro terminale e da li il messaggio sarebbe stato trasmesso al mio amico. Quindi trascorrevano tempi minori ma c’era comunque un intermediazione e quindi un alto rischio di perdita o non consegna dell’informativa alla persona giusta. Poi arrivò il telefono (fisso), con il cui potevo chiamare direttamente il mio amico, che, se era a casa mi rispondeva. Poi è arrivato il cellulare, ed ora se al mio amico va di parlare, e non è occupato in altre faccende, mi risponde in qualsiasi momento. Poi è arrivato WhatsApp, e anche se il mio amico non gli va di rispondere so che il messaggio è arrivato, so quando lo legge e quando l’ultima volta che ha usato la app, ecc..

Tutta questa bella storia sta a dire che il contesto moderno permette sempre più un interazione immediata e anche la controllabilità dell’avvenuta consegna dell’informazione. Infatti il semplice aver spedito, non è mai equivalso ad essere certi che qualcuno ha ricevuto, e il controllo dell’avvenuto scambio informativo è fondamentale nei processi come quello edile, dove c’è un passaggio di responsabilità.

Le nuove tecnologie dell’informazione (IT) ci permettono di velocizzare e migliorare fino al limite della perfezione lo scambio informativo, garantendo il controllo di ogni passaggio che caratterizza la comunicazione.

Tornando nel settore delle costruzioni, quando le comunicazioni avvenivano via posta o telegrafo era semplicemente impossibile scambiarsi ripetutamente tante informazioni entro tempi considerati accettabili. Ma i procedimenti e i processi produttivi attuali risalgono ai tempi della posta cartacea. Il telefono e il cellulare hanno reso possibile un interazione più rapida ma al contempo non garantiscono la tracciabilità del’informazione. Inoltre la complessità delle informazioni, come quelle riguardanti i processi produttivi di un opera edile o civile, non consentono comunque di eliminare anche gli scambi di documentazione cartacea. Internet e quindi le e-mail hanno ulteriormente contribuito a facilitare e velocizzare lo scambio informativo. Però, come ci siamo già detti più volte, se davvero volessimo conservare tutte le informazioni potenzialmente utili a tutto il ciclo di vita di un ambiente costruito, queste sarebbero troppo numerose e complesse per essere rappresentate in 2D, e che quindi il vero salto qualitativo e quantitativo avviene attraverso l’archiviazione e rappresentazione delle informazioni in modelli 3D ad oggetti, il nostro famoso BIModello.

Industria edile 4.0

Il tradizionale processo di progettazione edile e civile, fatto di scambi lineari e unidirezionali, è senza alcun dubbio il miglior modo possibile, se non forse l’unico, se consideriamo le tecnologie informative “tradizionali” (telefono, documenti cartacei, posta, e-mail). Ma se consideriamo il mondo digitale moderno, i processi vigenti appaiono inefficaci, inefficienti e illogici. Questa frase farà rizzare peli e capelli a qualsiasi architetto o ingegnere del settore, e non potrebbe essere diversamente considerando che tutti noi ci siamo affaticati anni interi su libri di testo che non mettono mai in discussione i processi di lavoro attuali, anzi ne fanno le fondamenta dei propri insegnamenti. E per anni abbiamo egregiamente svolto il nostro lavoro basandoci su quei paradigmi che sono oggi messi in discussione. Si tratta di un idea che non si vuole capire perchè va a rimettere in discussione la base delle nostre conoscienze ed esperienze, facendoci sentire vulnerabili e nudi.

Ma la realtà è che il mondo cambia senza tener conto della tradizione o di quello di cui vogliamo esser convinti. Le nuove tecnologie informative (IT), oggi aprono degli scenari rivoluzionari, e come se non bastasse l’epoca moderna esprime dei bisogni mai realmente considerati durante i tempi passati. La sostenibilità ambientale ed economica delle opere edili e civili è oggi un obbiettivo prioritario ed urgente ma questi temi, oggi non trovano collocazione lungo la filiera. Chi se ne deve occupare? Quando? Chi prima risolve il quesito più avrà successo nei prossimi anni.

Oggi non è più logico ne giustificato che vengano prese scelte a monte del processo senza che venga considerata tutta la filiera. La possibilità tecnologica per effettuare scelte in modo collaborativo oggi esiste e la chiamiamo BIModellazione (o anche progettazione collaborativa), ciò che invece manca completamente è la cultura, il capitale umano non è pronto a questa rivoluzione. Solo chi avrà il coraggio di rimettere in discussione le proprie convinzioni, potrà avere successo nel mondo digitale, che è un nuovo mondo, un mondo ancora da fare a da scoprire, ma che non aspetta nessuno.

Chi continuerà a fare scelte in maniera scollegata dal resto della filiera, non sarà capace di rispondere ai bisogni che oggi la società moderna chiede di soddisfare e probabilmente uscirà dal mercato e solo da osservatore potrà partecipare all’industria 4.0, fatta di collaborazione e coordinamento, di compromessi e scelte prese per distribuire benessere in periodi di tempo più lunghi possibili e tra il maggior numero di portatori di interesse (proprietari, gestori, tecnici, ambiente, sicurezza, ecc).

Fino ad oggi, nelle pratiche tradizionali, abbiamo considerato scambi informativi che coinvolgono due “attori” e basta, scambi monodirezionali o al massimo bidirezionali. Io sviluppo un progetto architettonico e lo mando al partner che si occupa del progetto strutturale. Punto. (Monodirezionale); Io faccio un progetto architettonico, il mio partner ne sviluppa la parte strutturale e me lo rimanda. Punto. (Bidirezionale). Il tipico processo lineare dell’industria edile. Oggi sappiamo che per fare un progetto di costruzione, tenendo conto delle funzionalità richieste, della sua capacità statica antisismica, minimizzando l’impatto ambientale e il consumo energetico, con materiali a costi competitivi, con l’integrazione di sistemi di domotica e dell’ “Internet delle cose”, con capacità di essere mantenuto in uso in regime di economia ecc ecc, occorrerà un intensa attività di comunicazioni, molti scambi informativi, continui confronti che coinvolgono più parti opposte a più parti e una fitta rete di scelte vicolate alle scelte effettuate da altri partner.

Il metodo (collaborativo) BIM

In un contesto del genere, la collaborazione e il coordinamento divengono una necessità ed il fondamento del “metodo BIM” con il quale ottenere massimi benefici dall’uso delle nuove tecnologie informatiche.

Abbiamo già parlato di interoperabilità, e abbiamo già detto come questa è una caratteristica ineludibile di un BIModello, se non c’è interoperabilità, lo scambio è compromesso e difficilmente ci sarà collaborazione.

Ad un livello pratico, stabilire un metodo collaborativo di BIModellazione è arte allo stato puro. Si tratta di scegliere il giusto mix tra i possibili processi, professionisti e tecnologie disponibili.  Sfruttare al massimo le potenzialità offerte dal metodo BIM vuole dire considerare e fare delle scelte in seno a tre aree (utili a dare un inquadramento ma non esaustive):

  • Processi di scambio informativo (BEP)

I processi sono una sequenza di azioni e punti decisionale/di controllo, assegnate a determinate risorse umane, attraverso il quale posso ottenere un determinato risultato che io reputo di valore (Usi BIM). Importante: se non scelgo un obbiettivo non esisterà mai neanche un processo adatto. Lezione: prima di cominciare una BIModellazione devo stabilire cosa voglio ottenere, quale l’obbiettivo che voglio raggiungere, quale Uso BIM perseguire (voglio un edificio a consumo zero? Ok allora un Uso BIM che fa al caso mio sarà per esempio l’analisi energetica durante le varie fasi progettuali). (Questa lezione è ancor più fondamentale per una stazione appaltante, come si può richiedere ciò che ci serve se non si sa che uso se ne vuole fare?!)

  • Ambiente tecnologico di scambio informativo

Fossimo qui a parlare di documenti cartacei e di come scambiarceli, ci daremmo un appuntamento ad una certa ora ad un certo posto, oppure ti chiederei un indirizzo ed una scadenza entro il quale far pervenire o spedire il documento. Invece stiamo ragionando in termini di mondo digitale, e abbiamo modi molto più smart di scambiarci informazioni. Qui le informazioni, i dati sono sotto forma di “bit” e possono muoversi alla velocità della luce, dobbiamo solo dirgli dove andare. Un ambiente tecnologico di condivisione dati nient’altro è che quel luogo digitale dove le informazioni vengono riposte, “fermate”, archiviate, salvate, e più utenti ne hanno accesso. Abbiamo dei terminali attraverso il quale possiamo accedervi (computer e software) e delle regole (di nuovo processi) che definiscono le modalità di accesso e la controllabilità delle operazioni svolte all’interno di quell’ambiente. Un ambiente di condivisione dati (CDE in ingese) altro non è che uno spazio virtuale dove ci sono dati, anche la semplice “Drop Box” può essere considerata una CDE seppur molto semplice. Poi a secondo degli Usi BIM che volgiamo mettere in pratica, possiamo impostare delle regole di accesso / modifica / approvazione / revisione / ecc.. più o meno articolate.

  • Risorse Umane e Responsabili degli scambi informativi

Questo è il tema più caldo, perché come diceva Machiavelli  E debbasi considerare come non è cosa più difficile a trattare, né più dubia a riuscire, né più pericolosa a maneggiare, che farsi a capo ad introdurre nuovi ordini. Perché lo introduttore ha per nimici tutti quelli che delli ordini vecchi fanno bene, et ha tepidi defensori tutti quelli che delli ordini nuovi farebbono bene…”  Cioè abbiamo un intera industria formata sull’uso del telegrafo. I professionisti, dopo anni di esperienza, sono ormai capaci ad usare il telegrafo benissimo, e vengono assunti e pagati grazie a questo. Allora più si è bravi nell’usare il telegrafo, più si rifiuta l’idea che un semplice smart phone, possa riportare loro stessi allo stesso livello produttivo di qualsiasi altro ragazzino che ha fatto la prima chiamata telefonica della sua vita un giorno fa. Forse vale la pena citare anche un altro esempio a completare il quadro: mentre i taxisti lottano contro Uber, la Google inventa le macchine senza guidatore. La strategia resistere all’innovazione è molto dispendiosa e sicuramente poco remunerativa, conviene in questi casi seguire la corrente.

La disamina di queste tre macro aree, e la contestualizzazione al progetto in essere, andrà a definire il metodo di scambio informativo, il metodo BIM, che sarà necessariamente diverso per ogni progetto come diverse sono le opere civili ed edili tra loro.

Vorrei concludere questo articolo offrendo delle definizioni delle due parole tema dell’articolo.

Definizione di collaborazione e coordinamento

Parliamo di collaborazione intendendo il coinvolgimento di tutte le professionalità e le parti interessate fin dalle prime fasi della progettazione. Usiamo invece, la parola coordinamento, per indicare, e cito il Treccani, l’attività di “porre più cose o elementi nell’ordine più adatto al fine che si vuole raggiungere: coordinare gli sforzi di tutti. Trai i sinonimi: collegare, ordinare, organizzare, unificare, unire.”

La collaborazione è un allargamento delle parti che possono contribuire ad effettuare scelte ottimizate, cioè migliori anche in termini ambientali, economici, ecc.

Il coordinamento è l’ordinare e unificare il contributo delle parti. La verifica delle interferenze (in inglese chiamata la “clash detection”) è una applicazione del coordinamento informativo di grande valore economico. Sfruttiamo la definizione da vocabolario e rielaboriamo: porre più cose o elementi (= progetto architettonico, strutturale, impiantistico, ecc) nell’ordine più adatto al fine che si vuole raggiungere (= progetto senza interferenze pronto per il cantiere): coordinare gli sforzi di tutti (i partecipanti alla progettazione). E aggiungiamo anche: questo è possibile fintanto che abbiamo le informazioni disponibile e scambiabili (interoperabili) in formato digitale, il nostro BIModello.

Quindi il coordinamento è necessario per trarre vantaggio dalla collaborazione, la collaborazione permette di identificare soluzioni ottimizzate. Sono concetti strettamente collegati tra loro, uno esprime il numero di attori coinvolti: collaborazione; l’altro esprime il modo con cui questi trovano il punto di incontro: coordinamento.

Entrambi i concetti sono strettamente collegati a loro volta alla gestione informativa, c’è collaborazione solo se ognuno esprime il proprio parere, cioè se ognuno fornisce informazioni, e  non è possibile avere un coordinamento se queste informazioni sono confrontabili, ordinabili, digitali. Collaborazione e coordinamento rappresentano anche le capacità, le competenze, le abilità o comunque le si voglia chiamare, di cui l’industria delle costruzioni 4.0 avrà sempre più bisogno.

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