BIModellazione: introduzione

BIModellazione: introduzione

253
0
SHARE

bim_comparazione2

Nel post precedente si è data una definizione del BIModello, ora passiamo a descrivere le attività che portano alla creazione dello stesso, cioè la BIModellazione. Entriamo quindi nella seconda dimensione del BIM, quella del Modeling. Anche in questo caso parliamo di un’innovazione “distruttiva” rispetto alle pratiche correnti.

Occorre naturalmente focalizzare l’attenzione sulle informazioni, infatti i progettisti non creano edifici, ma creano informazioni per la costruzione di edifici. La BIModellazione è allora da intendere come l’insieme delle attività di creazione, scambio e archiviazione di informazioni svolte in modalità digitale. Per meglio descrivere, a livello pratico, la BIModellazione, divideremo la trattazione dell’argomento in due casi:

  • BIModellazione dell’esistente
  • BIModellazione di un nuovo progetto

Sono chiaramente due scenari molto differenti tra loro. Uno si riferisce a situazioni già esistenti, quindi limita i benefici del metodo BIM, anche se, come vedremo, permette di sfruttare il BIModello per la parte dove questo sembra offrire il maggior valore, cioè come supporto alle attività di facility management. Nell’altro caso parliamo di progetti ancora da discutere ed approvare, in questo caso il metodo BIM si mostra in tutte le sue potenzialità e per questo in molti paesi è già un obbligo (che varia di paese in paese a seconda di chi è il committente e la grandezza / complessità dei progetti).

Va detto che, mentre per quanto riguarda il caso dei nuovi progetti l’industria italiana è anni dietro quelle anglosassoni e nordeuropee, per quanto riguarda la BIModellazione dell’esistente l’Italia ha un enorme vantaggio rispetto agli altri paesi e cioè:

  • Le tecnologie sono nuove ed in via di maturazione
  • Il mercato è recente e non ci sono leader mondiali
  • L’italia ha il più ampio patrimonio architettonico storico artistico del mondo
  • La conservazione del patrimonio immobiliare su citato è una scelta chiara del nostro paese

Queste considerazioni vogliono segnalare le enormi possibilità che noi italiani abbiamo di ritagliarci questa “nicchia di mercato” della digitalizzazione dell’industria delle costruzioni. Se la strategia inglese è stata quella di esportare servizi e standard BIM, l’Italia ha la potenzialità di proporsi nel mercato internazionale come leader per l’HBIM (Heritage Building Information Modelling).

BIModellazione dell’esistente

Nel caso dell’esistente, la BIModellazione non può altro che descrivere lo stato di fatto, cioè raccogliere informazioni che descrivono la realtà. BIModellare l’esistente offre un set informativo utile all’ottimizzazione delle attività di manutenzione ordinaria e straordinarie ma una valutazione dei costi della BIModellazione, rispetto ai benefici offerti, è in questo caso d’obbligo. Vedremo che, almeno in parte, questo processo è oggi facilitato da nuove tecnologie come il laser scanner e i droni, i quali permettono con una spesa accettabile di ottenere grandi quantità di informazioni (geometrie e distanze) di elevata qualità. Altre tecnologie stanno maturando e possiamo immaginare che nel giro di poco tempo sarà possibile raccogliere, a costi accessibili, anche le informazione riguardo presenza e tipologia di impianti sotto traccia. Questo argomento sarà meglio trattato nel prossimo post.

BIModellazione di un nuovo progetto

Nel caso di BIModellazione di un nuovo progetto, superata la fase di implementazione del BIM in azienda, l’utilizzo di pratiche BIM è solo che positivo sia per i professionisti coinvolti che per la committenza. Per meglio argomentare tutte le potenzialità che la BIModellazione di nuovi progetti offre, affronteremo l’argomento in una serie di passi sequenziali:

  1. Ciclo di vita di un ambiente costruito;
  2. Collaborazione;
  3. Coordinamento;

La prima riflessione che faremo sarà rivolta alla considerazione, sempre più necessaria, che va fatta nel progettare qualsiasi edificio, immobile, impianto o infrastruttura: cioè il ciclo di vita (programmazione, progettazione, costruzione, uso, demolizione). Soprattutto i progettisti dovrebbero considerare accuratamente le conseguenze che le proprie scelte hanno nel medio e lungo periodo. Domandarsi come l’immobile si comporterà superata la fase di costruzione, diviene oggi fondamentale per rispondere alla sempre più crescente richiesta di minimizzazione degli sprechi e di rispetto della natura. La costruzione è certamente un fase necessaria e fondamentale ma non è l’obiettivo finale di progetto. L’obiettivo finale è quello di soddisfare il cliente consegnando uno ambiente costruito che consenta di essere utilizzato in maniera sostenibile durante tutta la propria vita sia da un punto di vista economico che ambientale. In particolare ci concentreremo sulla struttura (valore e tipologia) dei costi che vengono sostenuti dal proprietario durante le fasi del ciclo di vita (Life Cycle Coast – LCC), capito come questi si distribuiscono nel tempo e nelle fasi, verrà esposto un processo tale da permettere di fare scelte ottimizzate perseguendo una strategia di minimizzazione dei costi e massimizzazione della qualità (Curva di Mcleamy).

La prima parte si concluderà rispondendo al quesito millenario “meglio un uovo oggi o la gallina domani?” e riaffermando l’antico detto popolare “chi ha tempo non aspetti tempo”. Queste saggezze storiche introdurranno i successivi argomenti considerarti come novità incredibili, ma necessarie, per modernizzare l’industria: collaborazione e coordinamento interdisciplinare, che, incredibile ma vero, già si stanno rivelando pratiche ad alto valore aggiunto per tutta la filiera.

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY