Home Blog “BIM” PER LA FILIERA DELLE COSTRUZIONI IN SARDEGNA (Autore: Francesco Paolo...

“BIM” PER LA FILIERA DELLE COSTRUZIONI IN SARDEGNA (Autore: Francesco Paolo Lamacchia)

879
0

La rivoluzione del BIM nella pratica professionale – conferenza teorico introduttiva sul futuro della progettazione con utilizzo di strumenti applicativi – presso Sassari e Olbia – Sardegna, Italia

2-3 Dicembre 2016

Autore: Francesco Paolo Lamacchia

Si è svolto lo scorso Venerdì’ 2 e Sabato 3 Dicembre 2016 un evento formativo, organizzato dagli ordini professionali degli Architetti e degli Ingegneri di Sassari e Olbia, dal titolo “La rivoluzione del BIM nella pratica professionale”.

L’evento si è proposto di introdurre e di sviluppare l’approccio della metodologia e degli strumenti BIM in uno studio di progettazione, visto nel suo aspetto complessivo ed alla luce delle novità introdotte dal Nuovo Codice Appalti, non solo come aspetto di modellazione grafica ma di integrazione di tutte le fasi progettuali.

L’audience dell’evento è stato nutrito da circa 200 professionisti nella giornata presso Sassari e altri 200 per l’evento di Olbia, variegato tra professionisti architetti e ingegneri ed anche folto di numerosi dipendenti pubblici o amministratori della cosa pubblica e responsabili della gestione di edifici complessi e strategici come ospedali, aeroporti, stazioni ferroviarie, ecc..

Durante il seminario sono intervenuti due relatori tecnici, l’Ing. Francesco Paolo Lamacchia, già Vicepresidente IBIMI (Istituto per il BIM – Italia) e il Prof. Giuseppe Martino DI Giuda del Politecnico di Milano. Con un linguaggio semplice e allo stesso tempo preciso, l’Ing. Lamacchia ha evidenziato alla platea di Sassari e a quella di Olbia il perché fare BIM in Italia, partendo da una lettura fra le righe delle norme attualmente vigenti in Italia (vedi DLGS 50/2016) e analizzandone poi le potenzialità, i benefici e le opportunità che tale approccio può offrire all’interno della progettazione, gestione e pianificazione della filiera delle costruzioni. In particolare si è dato lustro al “BIM Use” con la definizione delle sue 10 Dimensioni ovvero le 10 nuove aree d’influenza di questo nuovo processo di lavoro: Mandati, Processo Collaborativo, Modello Digitale 3D e il 3D+: il Model Checking, Planning e VDC, Quantity Take Off e Budgeting, Sostenibilità ed Efficienza Energetica, Facility Management, BIM e Salute e Sicurezza, Costruzione Lean ed Industrializzazione dell’Edilizia. L’importanza del BIM è stata altresì sottolineata attraverso una panoramica nei diversi paesi dell’Europa che hanno affrontato in maniera sistematica il tema del BIM, come UK, Francia, Germania, Paesi Nordici e Singapore.

lamacchiasardegna

A completare gli interventi del primo relatore, il Prof. Di Giuda ha provveduto a dare esaustività sulle argomentazioni del metodo e degli strumenti BIM con un taglio particolare sui benefici delle stazioni appaltanti pubbliche, non solo nella fase di aggiudicazione dei lavori pubblici ma anche per ottenere una maggiore certezza degli scopi che ogni committente pubblico richiede nel momento in cui viene emesso un bando di gara. Il Prof. Di Giuda ha provveduto ad avvalorare il processo di lavoro innovativo e preciso del BIM mostrando casi specifici di amministrazioni pubbliche che hanno già sperimentato nei bandi di gara, ai sensi del DLGS 50/2016, l’uso della progettazione BIM. E’ stato rilevato poi casi come quello della RAI, quale centrale di committenza con un numero cospicuo di immobili da gestire, che ha risolto gran parte delle problematiche di Facility Management, non solo in termini organizzativi ma anche economici. Principi come trasparenza, merito, rispetto di tempi, costi e finalità delle opere pubbliche, ha dichiarato il prof. Di Giuda possono essere raggiunti con l’adozione del BIM.

Quello che si può raccogliere dall’iniziativa sarda è in primis sicuramente un atteggiamento resistente ad un processo lavorativo, come il BIM presuppone, di tipo collaborativo tra la moltitudine di professionisti, che per lo più sono caratterizzati dall’essere titolari di studi singoli per dispensare i propri servizi professionali. Il BIM può impoverire il mercato professionale destinando tutte le capacità alle società di progettazione più strutturate e già consolidate: questo il timore maggiormente manifestato dalle domande dei presenti. E si aggiunge anche una consapevolezza sbagliata in principio, come si desume dagli umori dei presenti, da parte degli attori della filiera costruttiva sul tema, ovvero quello di caricare il professionista, con l’uso del BIM, di altre cresponsabilità che possono diventare foriere di nuovi carichi economici per i committenti, già largamente scettici nelle dovute e rispettose riconoscenze tariffarie professionali.

Il seminario, nel tramite dei relatori, ha provveduto a sfatare concetti precostituiti e classici, come quelli innanzi detti, di chi avversa qualsiasi nuovo cambio di paradigma, dandone ampiamente dimostrazione con i casi ivi illustrati.